VITA
Friedrich Wilhelm Joseph Schelling nacque a Leonberg, nel Wurttemberg, nel 1775, da una famiglia estremamente colta ed unita. Si iscrisse assai giovane all'università di Tubinga, nella quale si laureò in filosofia e teologia e dove strinse amicizia con Holderling ed Hegel, avendo anche occasione di conoscere Fichte.
Nel 1798, grazie all'appoggio di Goethe, divenne professore all'università di Jena, dove insegnò fino al 1803.
Tra il 1802 ed il 1803 pubblicò insieme ad Hegel il Giornale critico della filosofia. Dal 1803 al 1806 insegnò a Wurzburg, passando poi all'università di Monaco nel 1841 ed a quella di Berlino nel 1847.
Morì a Ragaz, in Svizzera, nel 1874.
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PENSIERO
II pensiero di Schelling si caratterizza per lo slancio verso l'unità ultima e indivisa del sapere e dell'essere e si presenta composto di "filosofia dello spirito" e "filosofia della natura". Io, o spirito, e natura sono originariamente complementari e opposti. Insieme rappresentano due strutture coincidenti in un organismo che si autoproduce e si autoorganizza secondo meccanicità e finalità, libero caso e necessità.
Nelle Idee per una filosofia della natura Schelling afferma che la natura è un "organismo senziente", che si autoproduce razionalmente in una sequenza di gradi sempre più complessa, pur in assenza di finalità razionali esplicite. In natura l'uomo è certo una forza tra le forze naturali, ma il suo agire introduce un finalismo nel mondo della necessità e casualità naturali.
Le forze di attrazione e repulsione operanti negli enti della natura sono gli stessi princìpi attivi nell'intuizione dello spirito umano: in natura appaiono dal punto di vista oggettivo dell'inconscio, nell'intuizione viceversa da quello spirituale-soggettivo della coscienza.
Necessità e casualità della natura si riflettono nella necessità e casualità dell'arte, sicché il linguaggio del mito e della poesia si presenta come il più idoneo a esprimere e pensare la natura stessa. Nel Sistema dell'idealismo trascendentale l'arte, che permette di cogliere l'unione e l'identità originarie del soggettivo e dell'oggettivo, dello "spirituale" e del "naturale", è intesa come culmine extrafilosofico del sapere e prassi realizzativo-comunicativa della filosofia.
L'intuizione estetica coglie nell'opera artistica, seppure istantaneamente e imprevedibilmente, il fondamento ontologico in cui lo spirituale e il naturale sono l'Uno-Tutto originario.
La speculazione immediatamente posteriore tenta di attribuire permanentemente alla teoria filosofica ciò che prima era stato determinato quale proprio dell'opera artistica: la visione dell'identità assoluta. Questa identità ultima viene ripensata però come "abisso di quiete e di inattività", come suprema "indifferenza".
L'identità del fondamento comune si traduce nell'originario annullamento delle determinazioni polarmente contrapposte (conscio e inconscio, soggettività e oggettività, idealità e realtà, libertà e necessità), prima pensate sostitutive della filosofia trascendentale. Questa fase del pensiero di Schelling viene comunemente detta filosofia dell'identità.
Negli ultimi anni la filosofa di Schelling si afferma definitivamente come rammemorazione di un immemorabile "soggetto assoluto", una "Oltredivinità" che richiama la tradizione mistica neoplatonica, e come esercizio razionalmente estatico.
La ragione si arresta con stupore di fronte al dato puro e semplice del reale, al fatto che questo si presenti ad essa, che pure ne può cogliere le articolazioni, in modo inassimilabile, indeducibile a priori.
[Scheda tratta da Appunti di storia della filosofia occidentale di Adriano Virgili Sito di riferimento: Accademia dei Dubbiosi]
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OPERE
-- L'io come principio della filosofia (1795)
-- Idee per una filosofia della natura (1797)
-- L'anima del mondo (1798)
-- Abbozzo di un sistema della filosofia della natura (1799)
-- Sistema dell'idealismo trascendentale (1800)
-- Esposizione del mio sistema filosofico (1801)
-- Bruno o il principio naturale e divino delle cose (1802)
-- Lezioni sul metodo dello studio accademico (1803)
-- Filosofia e religione (1804)
-- Ricerche filosofiche sull'essenza della libertà umana (1809)
-- Filosofia della mitologia (postuma).
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Giuseppe Semerari, Introduzione a Schelling, Roma, Laterza, 1999
Tilliette Xavier, Vita di Schelling, Bompiani, Milano, 2012
Adriano Bausola, F. W. J. Schelling, La Nuova Italia, Firenze, 1975
A. Massolo, Il primo Schelling, Sansoni, Firenze, 1953
Tonino Griffaro, L'estetica di Schelling, Laterza, Roma-Bari, 1996
F. Moiso, Vita, natura, libertà. Schelling (1795-1809), Mursia, Milano, 1990
R. Riconda, Schelling storico della filosofia (1794-1820), Mursia, Milano, 1990
W. Kasper, L'Assoluto nella storia nell'ultima filosofia di Schelling, Mursia, Milano, 1986
F. Costa, Fondamento Ragione Abisso, Heidegger e Schelling, Franco Angeli, Milano, 1985
Luigi Pareyson, Tre lettere inedite di Schelling, Mursia, Milano, 1985
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X. Tilliette, Attualità di Schelling, Mursia, Milano, 1972
C. Cesa, La filosofia politica di Schelling, Laterza, Bari, 1969
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L. Pareyson, L'estetica di Schelling, Giappichelli, Torino, 1964
G. Semerari, Da Schelling a Merleau-Ponty. Studi sulla filosofia contemporanea, Cappelli, Bologna, 1962
G. Semerari, Interpretazione di Schelling, Libreria Scientifica, Napoli, 1958
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