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«Dal momento che abbiamo stabilito di non usare linguaggi semanticamente chiusi, dobbiamo usare due diversi linguaggi per discutere il problema della definizione della verità e, più in generale, ogni problema nel campo della semantica. Il primo di questi linguaggi è il linguaggio "di cui si parla" e che è oggetto dell'intera discussione; la definizione di verità che stiamo cercando si applica agli enunciati di questo linguaggio. Il secondo è il linguaggio nel quale noi "parliamo intorno" al primo linguaggio e in termini del quale vogliamo, in particolare, costruire la definizione di verità per il primo linguaggio. Ci riferiremo al primo linguaggio come al "linguaggio-oggetto" e al secondo come al "metalinguaggio". [...] In questo modo arriviamo a una vera e propria gerarchia di linguaggi».
[da Alfred Tarski, "La concezione semantica della verità e i fondamenti della semantica", in L. Linsky (a cura di), Semantica e filosofia del linguaggio, Milano, Il Saggiatore, 1969, pagg. 38-39]
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