MARCELLO TESSADRI (4)
LA VIOLA DEL TEIDE (pag. 4)

La voce si rivolse a Maria, che proprio in quel momento sollevava la gonna, ansiosa di accogliere ancora il suo giovane amante dentro di sé.
"Donna, chiedi e otterrai. Chiedi un atto di rivelazione e potrai mostrarlo ai tuoi simili." La voce parve avvilupparla.
Maria, senza immedesimarsi in alcuna seconda realtà, come in trance, chiese: "Una cosa per me?"
"Se vuoi."
"Voglio tornare giovane, bella, più bella di sempre, giovane come a vent'anni. Voglio che Carlo sia mio per sempre!"
La luce azzurra del cono infinito divenne più intensa per un solo attimo. Maria fu inglobata in una sfera di luce, azzurra anch'essa. Riapparve, non era più lei. Era una ragazza bionda, sembrava una figlia.
Carlo non poteva credere. La guardava, cominciando a tremare, cominciando a non amarla, a non desiderarla più. Emanava dalla figura di Maria un tenue bagliore, con un'aureola a forma del corpo di lei. Un alone sottile che ora, ecco, si andava riducendo, mentre lei era immobile. In quella nuova dimensione, perché nell'altra, quella di sempre, era totalmente presa nell'amplesso con Carlo, diviso fra due presenze.
"Da dove venite?" chiese Carlo, nel quale la consapevolezza della straordinarietà dell'evento prevaleva, escludeva ogni altro sentimento.
"Non abbiamo origine, né meta, né tempo. Noi siamo."
"Ma dove, dove? Io non vi vedo! E quanti?"
"Noi siamo, né alcuni, né molti, né diversi. Siamo senza corpo, né forma, né vita, né morte. Noi siamo come le idee, come le idee generiamo infinite entità. Le vostre idee saranno così, fra miliardi di secoli. I vostri secoli e i vostri miliardi. Uomo, tu pensa, ciò che vuoi. Senza limiti né confini. Puoi pensare anche a noi. Ecco, noi siamo già."
"Perché siete qui? Perché di fronte a noi, in quest'isola, su questo monte, in questa notte, alla fine del millennio?"
"Incontri come questo generano un'evoluzione più rapida in voi. Qui e altrove. Con te e con altri. In questa vostra notte, perché essa sancisce la fine di una Seconda epoca e l'inizio di una Terza. La Prima fu l'epoca della Rivelazione, la Seconda l'epoca del Dubbio. La Terza sarà quella della Verità. Ora è tempo di testimoni, di messaggeri, di comunicatori. Tu dirai ai tuoi simili di questa notte."
"Ma io non sono migliore di lei, guardate, ho preso il suo corpo, sono anch'io schiavo dei sensi..."
"Non soltanto. Chiedi qualcosa per te. La donna ha chiesto di riavere la bellezza, la giovinezza, nient'altro le interessa. E tu?"
"Chiedo che tutta questa valle, da qui alle pendici del Pico del Teide, sia ricoperta di milioni, miliardi di viole come queste." Carlo abbassò lo sguardo sul terreno. "Il fiore sta morendo, è un fiore straordinario, tra pochi anni sarà estinto, e questo mi tormenta."
La stessa luce che aveva circondato Maria rischiarò la valle. Carlo rimase stupefatto, pieno di meraviglia e felicità. Perché tutta la valle era tappezzata di viole. Ammirava, piangeva, attendeva altre parole, in un misto di paura e d'intelligenza... capiva, temeva, sperava.
Maria non era più lì. Né il Carlo che l'amava. Non c'era la coperta sull'erba, né la tenda, né lo champagne. Niente. Soltanto il cono di luce e la voce.
"Ora tu sai. Sei scelto. Perché ami il fiore, il bene, la purezza, l'avvenire dell'Universo."
"Dov'è Maria?"
"Nel vostro tempo, nel vostro spazio."
"Non la rivedrò?"
"Tu sei chiamato, quindi inizia la tua sofferenza."
"Che devo fare?" chiese Carlo, con voce ferma, adesso.
"Devi andare. Scendi dal monte, raggiungi gli altri uomini e il mare. Varca l'oceano, percorri valli e colline e deserti.
Hai 33 anni. Riprendi da qui."


pagg. 1 2 3 4


Tutti i diritti riservati: nessuna parte dei testi pubblicati
può essere riprodotta senza il consenso scritto dell'autore
.