GERMANA GALMAZZI (5)
Bolle di sapone


Io glielo avevo detto, a Cristiano, che prima o poi gli avrei spaccato la faccia. Lui non ci aveva creduto, solo perché io ho cinque anni e lui sette e perché io sono femmina e lui maschio.
Glielo dicevo quando giocavamo a nascondino e lui, facendo la spia, mi faceva trovare subito.
Glielo dicevo quando giocavamo a mamma e figlie con le mie amichette e lui spuntava da dietro un cespuglio e ci rubava le pentoline o le bambole.
Glielo dicevo anche quando giocavamo a "rialzo" e lui mi tirava giù dal muretto per farmi acchiappare o quando, tra tutti i bambini che giocavano lui rincorreva sempre me e quando mi raggiungeva mi buttava per terra urlando: "Ti ho preso, ti ho preso!"

Qualche pugno glielo avevo già dato.
Oggi, però, si è presentata l'occasione che aspettavo e non ho saputo resistere. Certo è difficile spiegarlo ai miei genitori e ai suoi, mentre lui sanguinante piange come una femminuccia. Credo che gli abbiano anche messo dei punti. Strano che nessuno mi abbia ancora dato uno schiaffo.
Mia madre è imbarazzatissima, continua a scusarsi con i genitori di Cristiano e non mi rivolge la parola.
Mio padre è più stupito che arrabbiato e continua a chiedermi come ho potuto.
Non capisco se si riferisce alla mira o al gesto, allora glielo spiego:
- Io stavo camminando con le mie amichette e facevamo le bolle di sapone; il bicchiere con l'acqua e il sapone, me lo ha preparato nonna. Cristiano ci veniva dietro, rompeva le nostre bolle e scappava, poi tornava indietro e mi diceva che non so neanche soffiare, perché le mie bolle di sapone erano le più piccole e le più brutte e che erano come me. Si avvicinava, mi tirava i capelli e scappava di nuovo. Io gli ho urlato di lasciarmi stare, ma lui ha continuato a ridere e a far scoppiare le mie bolle; così, ad un tratto, mi sono girata e gli ho tirato il bicchiere. Mica lo sapevo, che lo avrei preso sull'occhio...
Mi guardano ancora, adesso che ho finito di raccontare. Mi sa che adesso arriva lo schiaffo.
- Lo sai, che hanno dovuto mettere cinque punti sul sopracciglio di Cristiano e che se lo colpivi più giù poteva perdere l'occhio?
Che cosa devo rispondere, che mi dispiace? Forse sarebbe meglio farlo, anche se non è vero che mi dispiace molto.
- Chiedi scusa a Cristiano e prometti di non fare mai più una cosa del genere.
- E lui promette di non farmi più i dispetti?
- Gli hai quasi cavato un occhio!
- Quasi...
- Vai in camera tua e non uscire finché non avrai capito la gravità di quello che hai fatto.
E' andata bene, neanche uno schiaffo ... Per ora.

Non è che standomene rinchiusa in camera io riesco a capire meglio la gravità del mio gesto. Forse ho fatto male a tirargli proprio il bicchiere... Però, glielo avevo detto, a Cristiano, che prima o poi gli avrei spaccato la faccia

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