ASTRO CALISI - POESIE
Vertigine
Aquila solitaria,
che scruti con l'occhio
acuto le cime dei monti.
Hai risposto al richiamo
dell'infinito, ma hai paura
del silenzio
degli spazi
dell'eterno.
Viaggiare
Corre il treno
sulla strada ferrata,
e il mio sguardo
stupito sfiora
le traversine
che fuggono via:
sono i giorni
di questa vita
mortale.
Solitudine
Dei nostri discorsi, fatti
d'interminabili silenzi, di passi
scanditi
sul grigio dei marciapiedi,
rimane l'umida
traccia del respiro
sul vetro.
E mi torna alla mente
il ticchettio insistente
d'una sveglia
in notti d'insonnia.
Per distrarmi
considero frammenti
di larvate
intimità, fiumi d'attesa
palpitanti nella penombra,
e sul colletto
i rivoli della pioggia
fuggita alle grondaie.

Aspetto
con la mano levata
sulla serratura:
odo voci
d'altri tempi. Forse
molto meglio
prolungare l'inganno.
Ultimo rifugio
Occhi mi spiano:
perché mi guardate?
Sto andando a vivere
la mia morte.
Orme di millenni
sento bisbigliar
alle orecchie; e intanto
sulla terra immota
scorrono rigagnoli di tiepide
lacrime vermiglie.
Dimenticherò
le fresche apparenze
del giglio appena reciso
(che subito rabbrividisce);
m'inabisserò
trascinato in vorticose
orbite
di spenti pianeti,
finché l'ultima alba
non scomparirà nelle trame
di orditi sconnessi.
E quando
ogni moto avrà raggiunto
la polverosa quiete,
e ogni desiderio
placato nel vasto universo,
anch'io riposerò:
sarò fiume che s'adagia
nell'acqua salata
e con essa si confonde.
Autunno
Ondeggia la foglia
bruna, sciolta dal ramo;
si posa in agonia
tra capelli scolpiti.
Immobile la statua
nel giardino dei tempi.
Cenere
Lingue di fiamma,
come i miei pensieri
nel buio raccolto
della sera.
Cosa cercate tra
le ceneri del mandorlo
morto
fiorito in primavera?
Intersezione
Ti cercai, Donna.
Non sapevo il tuo volto:
eri cavallo selvaggio
in lunghe galoppate
solitarie
tra le stoppie. Eri
ombra bianca
nelle notti chiare.
E la luna distratta
sfiorava le foglie tremolanti
della vecchia quercia.
Noi, sconosciuti, guardavamo
la luna,
rincorrendo
alate fantasie di albe
scalze: giorni seduti ai piedi
di una scala
col mento tra le mani.

Sfondo azzurro, sconfinati
spazi ove dissimuli passioni
sopite lacrime risate
adolescenti speranze
che non ami ricordare:
li possiedo interamente mentre
ti cerco, tra sussulti
del tuo corpo
inebriato e tu sospiri
piano
il mio nome.
Uomo
Goccia di nulla
sospesa
sulla porta dell'infinito.
Le stelle ti guardano,
silenziose ed eterne.


Significati
Da oggi cambierò:
meglio un megaciclo
che la morfina.
Meglio stuzzicar il cavallo
sotto agli zoccoli
che attendere mezzogiorno.
O rastrellare il giardino
invece di chiederti
dove vai...
Molto meglio.
Meglio?
Per che cosa?
Questo è il problema.


Distacco
Fluidamente
mi accorgo
che non ho bisogno
di te.

Torna indietro

Tutti i diritti riservati: nessuna parte dei testi pubblicati
può essere riprodotta senza il consenso scritto dell'autore
.