ANTONELLO BARANTA (2)
GIGOLO

Senza Luna

Gėgolo, con l'accento sulla "i", era un uomo alto, elegante, vestito sempre con un impermeabile nero, lucido, che gli folgorava addosso come un'uniforme.
Uomo dal passato oscuro, Gėgolo. Misterioso.
Forse un tempo pure vissuto agiatamente, trascorso nel lusso borghese di Zurigo.
Si dice invece che pių recentemente Gėgolo abbia anche condiviso l'addiaccio delle notti algide dei barboni di mezzo continente. Ma gli alberghi diurni delle grandi stazioni e le lavanderie a gettone gli mantengono la vita la pių decorosa possibile.
Di certo porta nella voce il singulto austero di un'antica appartenenza ad una classe di nobili e cavalieri avvezzi a chissā quali battaglie.
Lui perō porta con sé la calma. La calma ereditata dalle genti sempre in guerra.
Ora presta il suo fiato ai microfoni di una radio blues, di cui č epigono e testimonial ed, in qualche modo, cavia. La tecnologia infatti gli permette di clonarsi praticamente giorno e notte!
Uno strumento altamente sofisticato gli legge i neuroni. Prima che diventino pensieri.
Poi un D-Voice li tramuta in voce umana. Con le inflessioni, le sospensioni, e la cadenza, tipiche della espressione non artificiale.
La voce umana contiene un mistero, un grande mistero. Ecco perchč molti, ascoltando la propria voce al registratore, non si riconoscono. Pių che altro non si piacciono.
Noi ascoltiamo la nostra voce proveniente dall'orecchio ma anche dalla cavitā orale che in qualche modo la deturpa. La voce degli altri ci perviene solo dall'orecchio essendo totalmente esterna a noi.
La voce di Gėgolo possedeva un timbro magnetico, gestita con misura dal cervello dell'uomo che non eccedeva mai nell'ostentazione di sé. Anzi, si sottraeva sapientemente alla lusinga ed alla lode del pubblico che comunque continuava ad intasare la sua casella di posta elettronica.

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