BIOFEEDBACK

Termine che indica un insieme di tecniche utilizzate per fornire al soggetto, tramite un'apposita apparecchiatura elettronica, un'informazione in tempo reale sull'andamento di determinate funzioni psicofisiologiche del soggetto stesso. Lo scopo è quello di apprendee come esercitare un relativo controllo su funzioni biologiche che di norma non si trovano sotto il controllo volontario come, ad esempio, la frequenza cardiaca, la temperatura cutanea, i ritmi cerebrali.
Lo strumento permette un monitoraggio costante sull'andamento della funzione, in modo da permettere al soggetto di individuare quali atteggiamenti fisici e/o emotivi siano associati all'andamento della funzione. Diviene così possibile modificare tale funzione agendo indirettamente e volontariamente sui fattori ad essa associati.
Le più importanti tecniche di biofeedback attualmente adoperate sono le seguenti:

1. Biofeedback elettromiografico
Utilizzato per tenere sotto controllo determinati gruppi muscolari allo scopo di fornire al paziente informazioni sullo stato di tensione muscolare, e aiutarlo a raggiungere uno stato di distenzione e di rilassamento.
Il parametro monitorato (il tono muscolare) non apprtiene alle attività poste sotto il controllo del sistema nervoso autonomo; esistono tuttavia molte situazioni che portano una persona a sviluppare tensioni muscolari inconsapevoli in alcune zone del corpo. Tali tensioni, se prolungate nel tempo, possono causare mal di testa o anche condurre a stati ansiosi e di stress.
L'apparecchio utilizzato misura le minuscole correnti generate dalle fibre nervose motorie che comandano il muscolo (EMG). Il livello della tensione elettrica è proporzionale al tono del muscolo: un muscolo rilassato genera un segnale intorno ai 2-3 microV, mentre in un muscolo contratto, detto valore può giungere fino a 20-25 microV.
Questo segnale, opportunamente amplificato e traeformato in forma sonora o acustica, fornisce indicazioni al paziente riguardo al proprio tono muscolare. I muscoli più frequentemente sottoposti a monitoraggio sono: il frontale, il trapezio e quelli dell'avambracco, poiché essi riassumono in qualche modo il grado di tensione del corpo.

2. Biofeedback della temperatura cutanea
Fornisce indicazioni al paziente riguardo alla variazione della temperatura delle mani allo scopo di addestrarlo ad ottenere un aumento della temperatura stessa.
Un aumento della temperatura, causato da un maggior afflusso sanguigno periferico, a sua volta, è associato ad un aumento di rilassamento psicofisico.
La rilevazione della temperatura viene effettuata mediante una piccola sonda posta a contatto con la pelle. Ciò che viene monitorato non è il valore assoluto della temperatura, che varia da individuo a individuo, bensì le modificazioni della temperatura rispetto al valore iniziale della seduta di biofeedback.

3. Biofeedback elettroencefalografico (EEG)
Tecnica che consente di monitorare alcuni ritmi caratteristici dell'attività elettrica del cervello, rilevata dall'esterno.
I ritmi più interessanti dal punto di vista dello stato di rilassamento del corpo sono:

Il ritmo Alfa (8-12 Hz), che consiste di onde emesse quando il soggetto si trova in stato di rilassamento, ad occhi chiusi, ma allo stato di veglia.
Il biofeedback basato sul ritmo Alfa è un buon indicatore di una mente rilassata, non impegnata in alcun compito, libera da pensieri, ma sveglia e pronta a recepire stimoli sensoriali. La sua applicazione può essere utile per coloro che desiderano aumentare il loro livello di autocontrollo e di lucidità mentale.

Il ritmo Theta (4-8 Hz), che appare in prossimità del passaggio dalla veglia al sonno. Il suo controllo può accrescere il livello di coscienza.

4. Biofeedback della resistenza cutanea
Tecnica indicata spesso con la sigla GSR (Galvanic Skin Resistence), che si basa sulla variazione della resistenza elettrica della pelle provocata dai diversi stimoli emozionali. Tali variazione deriva sostanzialmente dallo stato di umidità della pelle stessa dovuto all'azione delle ghiandole sudoripare sottostanti.
La resistenza elettrica viene misurata collocando due eletrodi sulla pelle (in genere su due dita vicine), applicando ad essi una debole corrente elettrica.
La resistenza può variare tra i 10 KOhm fino a valori prossimi a 1 MOhm. Valori superiori a 200 KOhm sono tipici di individui rilassati; se il soggetto è emotivamente agitato, la resistenza cutanea scende progressivamente.

5. Biofeedback della frequenza cardiaca
La frequenza cardiaca può essere facilmente monitorata utilizzando sistemi foto-ottici applicati al dito di una mano, i quali registrano le variazioni di flusso sanguigno nei capillari.
Questo tipo di biofeedback si utilizza prevalentemente nella terapia delle aritmie.

[Adattamento da Elemaya.com]

BIBLIOGRAFIA

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