THORSTEIN VEBLEN

PENSIERO
Il nucleo centrale del pensiero di Veblen è dato dall'innovazione tecnica e dalle ripercussioni economiche, sociali e intellettuali di essa.
La tecnica viene intesa come un peculiare modo di modificare la natura e di produrre ricchezza: in fondo, essa non è altro che scienza applicata. Di qui il posto privilegiato che la scienza e la mentalità scientifica occupano nel sistema vebleniano.
L'adozione di procedimenti meccanici e mezzi tecnici su vasta scala implica, tuttavia, una completa rivoluzione del modo di pensare, al livello degli individui, e una completa rivoluzione strutturale al livello delle istituzioni: si tratta di passare dalla tradizione alla ragione come criterio di legittimità, ossia si tratta di riconoscere la priorità al nesso causa-effetto sugli abiti mentali antropomorfi, animistici, prerazionali e sulle forme istituzionali che ad essi corrispondono.
L'avvento dell'era tecnica, secondo Veblen, è destinato a rivoluzionare la struttura istituzionale e gli abiti mentali ereditati dal passato. Esso costringe i gruppi umani, essenzialmente animistici e antropomorfi nelle loro rappresentazioni della realtà, a prendere coscienza del rapporto di casualità impersonale che interviene tra i fenomeni.
Il processo di industrializzazione è necessariamente un processo sociale globale. Esso presenta due caratteristiche fondamentali:

a) la continua attenzione al mentanimento degli adattamenti tra i vari sottoprocessi o settori dell'industria quando questi vengono in contrasto con loro;

b) pressante richiesta di precisione riguardo ai ritmi di lavoro e alle fasi produttive, all'energia, ai materiali e a tutta la struttura tecnica.

Questo bisogno di accuratezza viene visto da Veblen come un fattore potente di uniformità e di standardizzazione. Elementi che non si limitano a investire i prodotti, ma coinvolgono inevitabilmente anche i servizi, le abitudini di svago, i mezzi di comunicazione, i rapporti istituzionali, almeno di quella parte che appariene al mondo urbano industriale.
La disciplina della macchina si presenta a Veblen come una concatenazione di processi tale che una qualsiasi interferenza in un qualsiasi settore di esso si allarga al di là della zona direttamente interessata e finisce per ripercuotersi con effetti più o meno profondi su tutto l'insieme.
Questa disciplina opera naturalmente contro l'intelligenza "poetica" del mondo e in generale dell'esperienza umana: opera contro le concezioni antropomorfiche, animistiche e magiche.
La razionalità, cioè il carattere impersonale della disciplina delle macchina e del processo industriale, secondo Veblen, è estranea agli uomini d'affari. Anzi, essi guadagnano e prosperano solo nella misura in cui riescono a interferire nella conduzione razionale dell'impresa industriale e nello svolgersi dela logica produttiva per crearvi difficoltà operative, facendo generalmente ricorso a manovre finanziarie, e poter quindi speculare sulle oscillazioni dei processi che ne derivano.
L'uomo d'affari dunque non lucra producendo a costi minori i beni richiesti dalla comunità, ma approfittando delle strozzature produttive da lui stesso provocate e dalla penuria di beni così ottenuta.
La logica dei "capitani della finanaza" appare dominata da una grossolana sopravvivenza di quella che Veblen chiama lo "spirito di produzione" ("tendenza sportiva e predatoria").


OPERE

-- Opere, UTET, Milano, 1969

-- La teoria dell'impresa, Franco Angeli, Milano, 1970

-- La teoria della classe agiata [1899], Ediz. di Comunità, Milano, 1999


BIBLIOGRAFIA ITALIANA

Francesca Viano, Thorstein Veblen. Tra utopia e disincanto, Stylos, Aosta, 2002

Mino Vianello, Thorstein Veblen, Ediz. di Comunità, Milano, 1962


Veblen/Wikipedia
Scheda di Wikipedia su Thorstein Veblen.

Veblen/Ponticellig
Pagina dedicata alla vita e all'opera di T. Veblen.

Veblen/Wikipedia
Scheda su T. Veblen.

Veblen/Virginia.edu
L'opera più famosa di Veblen on line: The Theory of the Leisure Class.