JOSEPH F. STIGLITZ
Brani antologici


La globalizzazione e i limiti del FMI
Mezzo secolo dopo la sua fondazione, è chiaro che l'FMI ha fallito nella propria missione. Non ha fatto ciò che doveva fare, cioè fornire ai paesi afflitti da una contrazione economica fondi per consentirne la ripresa e aiutarli nel tentativo di avvicinarsi alla piena occupazione. Nonostante una conoscenza molto più approfondita dei processi economici rispetto a cinquant'anni fa, e malgrado gli sforzi compiuti dall'FMI negli ultimi venticinque anni, le crisi nel mondo sono sempre più frequenti e più gravi (fatta eccezione per la Grande depressione). Secondo alcune stime, sono quasi cento i paesi che si sono trovati ad affrontare delle crisi. Il fatto grave è che molte delle politiche sostenute dall'FMI, in particolare la liberalizzazione prematura dei mercati finanziari, hanno contribuito all'instabilità globale; nei paesi in crisi, i fondi e i programmi dell'FMI non solo si sono rivelati inadeguati a stabilizzare la situazione, in molti casi l'hanno addirittura peggiorata, specialmente per i poveri. L'FMI non solo ha fallito nella propria missione originaria di promuovere la stabilità globale, ma non è riuscito neppure nelle missioni che ha intrapreso in seguito, come guidare la transizione di alcuni paesi dal comunismo all'economia di mercato.
[da Joseph Stiglitz, La globalizzazione e i suoi oppositori, Einaudi, Torino, 2002, pag. 13]

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