STEPHEN STICH

VITA
Stephen Stich (1943 - vivente) ha frequentato l'Università della Pennsylvania dal 1960 al 1964, laureandosi nel 1964; ha conseguito il dottorato nel 1968 presso l'Università di Princeton.
La sua formazione filosofica è legata alla concezione del positivismo logico (vedi neopositivismo), e in particolare alle idee di Hempel. Ha dato importanti contributi alla filosofia della psicologia contemporanea, elaborando un progetto di ricerca che ha come bersaglio critico la "psicologia popolare" (folk psychology), cioè la teoria della mente che spiega il comportamento delle persone fecendo riferimento agli stati mentali (credenze, desideri, esperienze coscienti).
Nel 2007 gli è stato assegnato il Jean Nicod Prize e ha tenuto una serie di conferenze a Parigi sulla relazione tra morale e scienze cognitive (vedi cognitivismo). Attualmente è professore di filosofia e scienza cognitiva alla Rutgers Univesity e alla City University di New York.



La critica alla "psicologia del senso comune" o "psicologia popolare" viene condotta da Stich partendo dai risultati della psicologia cognitiva (vedi cognitivismo), approdando, almeno nella prima fase del suo pensiero (1), a un eliminativismo radicale per quanto riguarda il mentale.
A questo proposito Stich osserva che spesso gli individui non si comportano coerentemente con i loro stati mentali intenzionali, ma compiono azioni discordanti rispetto ai desideri e alle credenze dichiarati. Questo dimostrerebbe la completa falsità della psicologia del senso comune, rendendo assai plausibile l'idea che non esistano cose come le credenze e i desideri. Ma, se è così, allora anche la tradizionale concezione della razionalità, fondata proprio sui contenuti intenzionali della mente, deve essere abbandonata. Stich propone quindi di adottare un punto di vista pragmatista, secondo cui un processo di ragionamento è corretto se consente di conseguire un ceerto valore cognitivo. Dato però che esiste una pluralità di valori cognitivi, in relazione ai diversi individui e alle diverse società, dobbiamo convenire che esiste anche una pluralità di procedure cognitive, alle quali non possiamo che riconoscere una razionalità.
Successivamente, in special modo a partire dalla sua opera Deconstructing the Mind (1996), Stich ha mutato orientamento rispetto al suo eliminativismo radicale. Il suo pensiero più recente in merito può essere così sintetizzato: sebbene rimanga vero che la psicologia del senso comune è errata, questo non vuole necessariamente voler dire che gli stati mentali non esistono. Infatti, non c'è modo per dimostrare che tale concezione sia davvero fondata su credenze, desideri e altri stati mentali. Perciò, se la psicologia del senso comune non si mostra in grado di spiegare il comportamento umano, questo non significa negare l'esistenza di credenze e desideri.

-------------

NOTE
(1) vedi soprattutto S. Stich, Dalla psicologia del senso comune alla scienza cognitiva, Il Mulino, Bologna, 1994.


-- Dalla psicologia del senso comune alla scienza cognitiva [1983], Il Mulino, Bologna, 1994

-- La frammentazione della ragione [1990], Il Mulino, Bologna, 1996


Stich-01/Rutgers.edu
Bibliografia delle opere di Stich.

Stich-02/Rutgers.edu
Pagina su Stephen Stich presso la Rutgers University.

Stich/Shef
Breve scheda su Stich.

Stich/Nyu.edu
Articolo on line: Stephen Stich, "Deconstructing the Mind".

Stich/SWIF
Recensione dell'opera: Nichols, Shaun, Stich, Stephen P., Mindreading. An integrated account of pretence, self-awareness, and understanding other minds, Oxford, Clarendon Press, 2003.