BARUCH SPINOZA

VITA
Baruch (Benedetto) Spinoza (Amsterdam, 1632 - 1677) proveniva da una famiglia ebraica di origine spagnola. Compì i suoi studi presso la sinagoga, interessandosi, in privato, alla filosofia ed alla scienza rinascimentali.
Fu espulso dalla sinagoga nel 1656 a causa delle sue critiche verso il dogmatismo religioso.
Abitò per alcuni anni in diverse località olandesi, per poi trasferirsi definitivamente all'Aia nel 1669.
Condusse un'esistenza appartata e modesta, guadagnandosi da vivere col suo lavoro di tornitura e pulitura di lenti per occhiali. Fu però in stretto contatto epistolare con molti dei maggiori studiosi del suo tempo. Proprio per conservare la propria indipendenza e tranquillità non accettò la cattedra di filosofia che l'università di Heidelberg gli aveva offerto nel 1673.


La filosofia di Spinoza parte da un presupposto tipicamente cartesiano, facendo dell'ordine geometrico, cioè la forma matematica, lo strumento essenziale per la comprensione della realtà, la quale viene pensata come un qualcosa di prettamente razionale e quindi traducibile in termini matematici. A differenza, però, da Cartesio, il quale aveva distinto due sostanze (una finita ed una infinita), questi afferma l'unità dell'essere, identificando Dio con la natura ed adottando in questo modo una posizione di tipo panteistico.
Principio primo di tutte le cose è la sostanza, intesa come "ciò che è in sé e per sé viene concepito; vale a dire ciò il cui concetto non ha bisogno del concetto di un'altra cosa da cui debba essere formato. "Esiste quindi un'unica sostanza, non limitata da altre, unica e sola realtà, identificata con Dio. "Tutto ciò che è, è in Dio e non può essere né essere concepito senza Dio". Perciò la sostanza è contemporaneamente Dio e natura (Deus sive natura). Tale sostanza è causa sui ed esiste necessariamente, poiché la sua esistenza è implicata dalla sua essenza, ed è infinita, poiché se non fosse così dovrebbe essere limitata da una qualche altra sostanza della sua medesima natura. Dio, in quanto infinito, consta di infiniti attributi, ciascuno dei quali esprime l'essenza infinita ed eterna. Gli attributi sono ciò che l'intelletto percepisce della sostanza come costituente la sua stessa essenza. Ogni attributo è in sé infinito, ma esclude gli altri. Le cose del mondo spirituale e materiale non sono che modi di essere di tali attributi.
Dio è causa efficiente, immanente, di tutta la realtà, la quale non è che un modo di Dio stesso. Dio, come sostanza infinita, è la natura naturante, il mondo è la natura naturata. Dio è libera causalità, in quanto agente per la sola necessità della sua natura, perciò in lui libertà e necessità coincidono. Dio non ha volontà ed intelletto, in quanto non è persona e quindi non possiede tali attributi, almeno non nel senso in cui noi, come esseri umani, siamo soliti considerarli. In natura nulla è contingente, ma ogni cosa è determinata dalla necessità della natura divina. Dato l'ordine necessario del mondo, non ha nessun senso parlare di cause finali.
Degli infiniti attributi della sostanza, solamente due sono percepibili dall'intelletto: il pensiero e l'estensione. Il pensiero è l'attributo divino che comprende, come concetto, tutti i singoli pensieri, i quali sono modi della sostanza divina. L'estensione è l'attributo che comprende i vari corpi estesi, anch'essi modi della sostanza divina. Dio è, infatti, sia la cosa pensante che la cosa estesa. Idee e corpi appartengono a due ordini ben distinti, in quanto sono modi di due attributi distinti. Le due serie sono tra loro parallele, poiché l'ordine e la connessione delle idee corrispondono all'ordine e la connessione dei corpi. Anche l'uomo non è che una modificazione degli attributi divini, vale a dire un modo della sostanza divina: la mente come modo del pensiero, il corpo come modo dell'estensione.
L'attività conoscitiva della mente umana può essere di tre generi:

1) L'Opinione o immaginazione. Forma di conoscenza lacunosa e confusa, la quale trae origine da idee inadeguate e vede le cose come finite e contingenti, anziché che come modi della sostanza divina.

2) La Ragione. Forma di conoscenza chiara e distinta attraverso la quale si hanno idee adeguate delle proprietà delle cose, contemplando le cose stesse non in quanto contingenti, ma come necessarie.

3) L'Intuizione. Forma di conoscenza che permette di vedere e sentire come tutto in Dio si muove e si svolge, dal momento che l'intelletto umano è parte dell'intelletto infinito di Dio stesso, al quale può unirsi con amore stabile.

Ogni cosa tende a perseverare nel proprio essere, prodigandosi in uno sforzo di conservazione che ne costituisce l'essenza. Nel caso dell'uomo, tale sforzo è la volontà, quando è riferito alla sola mente, e l'appetito, quando è riferito sia alla mente che al corpo. Da tale sforzo è l'origine delle passioni: ogni evento favorevole alla conservazione genera il piacere, ogni evento sfavorevole alla conservazione genera il dolore. Si ama ciò che è piacevole, si odia ciò che è doloroso. Da queste due passioni fondamentali nascono tutte le altre.
In relazione alla natura, bene e male non esistono, l'uomo, per natura, cerca di ottenere il proprio utile, al fine di garantire la propria conservazione. La schiavitù è l'incapacità dell'uomo di moderare le proprie passioni e la libertà il suo contrario. La libertà sorge quando l'uomo giunge a conoscere, attraverso l'intuizione, le passioni e la loro necessità, staccandosi così dall'opinione che separa i singoli beni dall'unità dell'infinita sostanza divina.
Spinoza rifiuta l'autorità divina della Bibbia e la possibilità dei miracoli, poiché la prima è solo uno strumento per ottenere l'obbedienza a determinate leggi morali da parte di coloro che sono incapaci di seguire la ragione, mentre i miracoli violerebbero le leggi immutabili di Dio stesso. Vi sono comunque alcuni dogmi della fede universale che debbono essere riconosciuti, e questi sono: l'esistenza di Dio, la sua unicità, la sua onnipresenza ed onniscienza, la sua onnipotenza, la necessità del culto verso Dio (consistente nell'amore verso il prossimo), l'obbedienza a Dio come unica via per la salvezza, il condono dei peccati per coloro che si pentono.
In natura nulla è proibito, poiché il diritto naturale di ogni individuo si estende fin dove arriva la sua potenza. Per evitare lo stato di guerra che deriva da una tale situazione, interviene un patto tra gli uomini, fondamento dello Stato. Lo Stato non ha un diritto illimitato sui cittadini, poiché suo unico scopo è assicurare loro il benessere, perciò è necessario che questo sia ordinato secondo leggi che seguano i precetti della ragione, che è alla base dell'umana libertà. Lo Stato deve proteggere ed assicurare le prerogative dei cittadini, i quali hanno a lui demandato la sovranità proprio al fine di averne in cambio protezione e sicurezza. Il regime democratico è perciò quello più naturale, in quanto è quello che assicura il maggior grado di libertà e sicurezza ai cittadini.

[Scheda di Adriano Virgili]

-- Principia philosophiae cartesianae (1663)

-- Cogitata metaphysica (1663)

-- Trattato teologico-politico [1670], Bompiani, Milano, 2001

-- Etica dimostrata secondo l'ordine geometrico [1677, postuma], Bollati Boringhieri, Torino, 1992

-- Breve trattato su Dio, l'uomo e la sua felicità (1862, postuma)


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Siti per l'approfondimento

Spinoza/Filosofico.net
Vita e principali aspetti del pensiero di Spinoza.

Spinoza/Giornaledifilosofia
Scheda de Il giornale di filosofia su B. Spinoza.

Spinoza/IEP
Pagina de The Internet Encyclopedia of Philosophy dedicata a B. Spinoza.

Spinoza/SEP
Pagina della Stanford Encyclopedia of Philosophy dedicata a Spinoza .

DonatoRomano/Spinoza
Appunti sul pensiero di Spinoza. Spinoza/SOS.Philosophie
Pagina dedicata alla vita e al pensiero di Spinoza.

Spinoza/Mondo3
Note biografiche e pensiero di Spinoza.

Spinoza/Mtsu
Sito dedicato al pensiero di Spinoza: brani da opere e scritti critici di ogni epoca.

Spinoza-01/EMSF
Intervista: Filippo Mignini, "Introduzione a Spinoza".

Spinoza-02/EMSF
Intervista: Vittorio Hösle, "Introduzione a Spinoza".

Spinoza-03/EMSF
Intervista: Andrè Tosel, "L'etica ontologica di Spinoza".

Spinoza/The Paideia Project
Articolo on line: Timo Kajamies, "Are Spinozistic Ideas Cartesian Judgements?".

Spinoza/Gruppochora
Articolo su Spinoza: Alessandro Galvan, "L'Ethica di Spinoza. Una breve introduzione".