ADAM SMITH

PENSIERO
Lo scozzese Adam Smith (1723-1790) sottolineò, come Hume, la dipendenza delle valutazioni di ordine morale dal sentimento: è per tramite della simpatia che ognuno di noi può partecipare a ciò che prova l'altro, immedesimandosi nelle sue azioni.
Azioni e comportamenti vengono approvati moralmente entrando in simpatia con i sentimenti di chi agisce, vale a dire considerando tali sentimenti adeguati all'oggetto, sulla base del fatto che nella stessa situazione noi proveremmo sensazioni identiche, e simpatizzando con i sentimenti di coloro i quali sono colpiti dalle conseguenze dell'azione. Si valutano le proprie azioni domandandosi se un osservatore imparziale approverebbe le intenzioni che le sostengono. Applicando un processo di astrazione e generalizzazione è possibile pervenire, dall'approvazione o dalla condanna individuale, a una norma superiore utile alla formulazione di giudizi morali che abbiano una validità di tipo universale.
Smith deve gran parte della sua fama all'opera Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni (1776), che divenne un testo fondamentale nell'ambito dell'economia classica (di cui è considerato il fondatore).
Egli parte dal presupposto che gli interessi dei singoli individui volti al miglioramento della propria condizione possano condurre, liberi di agire e tramite un principio teleologico agente in natura, alla realizzazione del benessere generale. Perciò "nonostante ognuno ritenga di perseguire esclusivamente i propri interessi, in realtà anche il benessere dell'economia politica trae da un tale comportamento la sua miglior forma di sviluppo. In tali circostanze, il singolo viene guidato da una mano invisibile al perseguimento di un fine che non si era affatto prefisso." Il benessere si fonda sul lavoro, da cui si ricava anche il valore di una merce.
All'origine della produttività stanno l'impulso allo scambio e la divisione del lavoro.

[Scheda di Adriano Virgili]

BIBLIOGRAFIA ITALIANA

Gualberto Gualerni, L'altra economia e l'interpretazione di Adam Smith, Vita e Pensiero, Milano, 2001

Stefano Fiori, Ordine, mano invisibile, mercato. Una rilettura di Adam Smith, UTET, 2001

Adelino Zanini, Adam Smith. Economia, morale, diritto, Mondadori, Milano, 1997

Luciano Barca, Da Smith con simpatia. Mercato, capitalismo, stato sociale, Editori Riuniti, Roma, 1997

Andrea Villani, Gli economisti, la distribuzione, la giustizia. Adam Smith e John Stuart Mill, Franco Angeli, Milano, 1994

R. Ciafardone, L'Illuminismo tedesco, Loescher, Torino, 1983

Luigi Bagolini, David Hume e Adam Smith. Elementi per una ricerca di filosofia giuridica e politica, Patron, Padova, 1981

Giulio Preti, Alle origini dell'etica contemporanea. Adam Smith, La Nuova Italia, Firenze, 1977

P. Barucci, Adam Smith e la nascita della scienza economica, Sansoni, Firenze, 1973

Ernest Cassirer, La filosofia dell'illuminismo, La Nuova Italia, Firenze, 1973

A. De Palma, Le macchine e l'industria da Smith a Marx, Einaudi, Torino, 1971

Claudio Napoleoni, Smith, Ricardo, Marx. Considerazioni sulla storia del pensiero economico, Boringhieri, Torino, 1970

P. Salvucci, La filosofia politica di A. Smith, Argalia, Urbino, 1966