JOHN SEARLE



VITA
John Roger Searle è nato a Denver nel Colorado nel 1932. Allievo di John Austin e Peter Strawson a Oxford, successivamente è stato visiting professor presso le università del Michigan, di Washington, di Oslo, alla State University di New York e al Brasenose College di Oxford. Attualmente insegna filosofia alla Università di California (Berkeley). E' membro della American Academy of Arts and Science.

PENSIERO

Ricerche linguistiche
Per le sue ricerche della filosofia del linguaggio, Searle viene considerato uno dei fondatori della pragmatica, sebbene egli rifiuti la distinzione tra semantica e pragmatica.
Formatosi alla scuola di filosofia del linguaggio di Oxford, Searle, proseguendo le ricerche di Austin, ha elaborato una teoria degli atti linguistici (Atti linguistici, 1969) all'interno della quale viene riservato un ruolo fondamentale al concetto di "intenzione", poiché la descrizione di un atto linguistico fa necessariamente riferimento alle intenzioni di chi parla.
Come Husserl, Searle considera l'intenzione uno stato della mente, un processo il cui carattere fondamentale è costituito dall'essere diretto verso, o relativo a oggetti o stati di cose nel mondo (credenze, desideri, coscienza, timori, percezioni...). L'intenzionalità è una proprietà di base della mente: di essa non è possibile fornire un'indagine logica sotto forma di nozioni più semplici, in quanto si tratta di un processo primitivo.

Critica all'intelligenza artificiale
L'indagine sull'intenzionalità e la coscienza (Mente, cervelli e programmi, 1980; La riscoperta della mente, 1992) ha condotto Searle a una serrata critica al programma dell'intelligenza artificiale, nella sua versione "forte", quella che non si limita a considerare il computer come un utile strumento di indagine della mente umana, ma si spinge ad affermare che, con opportuni programmi, esso diviene analogo alla mente umana ed è quindi capace di comprendere e di avere altri stati cognitivi. 1
La computazione è costituita da una serie di operazioni puramente sintattiche, che riguardano la manipolazione di simboli. La mente, secondo Searle, è qualcosa di più della semplice manipolazione di simboli formali: essa ha dei contenuti. Quando pensiamo a qualcosa, i termini e i concetti adoperati non rappresentano soltanto simboli formali, ma possiedono per noi un significato, cioè una semantica.
L'argomentazione di Searle è supportata da un esperimento mentale da lui ideato, quello della cosiddetta stanza cinese (vedi riquadro a lato), divenuto famoso e fatto oggetto di numerose osservazioni e critiche. Questo esperimento immaginario ha lo scopo di mostrare che la semplice manipolazione sintattica di simboli formali non costituisce di per sé una semantica, ovvero non garantisce che il sistema comprenda ciò che sta facendo. Più in generale, l'esperimento pone alla nostra attenzione il fatto che un sistema che si comporta come se avesse stati mentali non ci permette di essere sicuri che esso possieda realmente questi stati.
Secondo Searle, il modello computazionale della mente, su cui è basata l'intelligenza artificiale, non prende in considerazione gli aspetti fondamentali della

Esperimento della stanza cinese

Si immagini di chiudere in una stanza una persona che non conosce una parola di cinese. La persona ha a disposizione due gruppi di fogli: sui fogli del primo si trova una serie di caratteri cinesi, sugli altri fogli ci sono delle istruzioni su come utilizzare i caratteri stessi.
Il compito assegnato alla persona in questione è di produrre degli insiemi di caratteri cinesi (risposte), seguendo unicamente le istruzioni ricevute, ogni volta che riceve dall'esterno degli insiemi di caratteri cinesi (domande).
Il punto fondamentale dell'esperimento è che a un cinese che ponga le domande e legga le risposte ricevute, la persona chiusa nella stanza appare come se fosse in grado di comprendere il cinese, mentre, in realtà, si limita a manipolare simboli senza significato sulla base di istruzioni. 2
mente umana, che sono la coscienza e l'intenzionalità. La mente ha contenuti semantici che hanno a che vedere col significato; qualunque tentativo di riprodurre la mente mediante programmi per calcolatore, che sono definiti rigorosamente dalla loro struttura sintattica, formale, è costretta a ignorare le sue proprietà essenziali.
I fenomeni mentali sono fenomeni primitivi, cioè irriducibili a fenomeni o entità più semplici, ed essi sono reali allo stesso modo dei fenomeni biologici quali la fotosintesi o la digestione. 3

La realtà sociale
L'indagine sulla realtà sociale (La costruzione della realtà sociale, 1995) ha per Searle come punto di partenza la distinzione già tracciata in Atti linguistici, tra "fatti bruti", ossia fatti che esistono indipendentemente dal linguaggio che li descrive, e "fatti istituzionali", ossia fatti la cui esistenza è legata agli uomini. 4
In tale prospettiva, le strutture e i fenomeni che caratterizzano la società non hanno alcuna realtà intrinseca: sono "fatti" soltanto in virtù di un accordo tra gli uomini, ossia perché questi "credono" alla loro esistenza.
La realtà dei fatti naturali, delle montagne o delle molecole, è indipendente dalle nostre rappresentazioni, mentre il denaro, la proprietà privata, la famiglia, acquistano "realtà" in seguito a convenzioni che gli uomini stabiliscono tra loro. Il potere dei governi è un potere concreto ed effettivo, ma, a differenza del potere dei venti o delle eruzioni vulcaniche, esiste soltanto perché qualcuno ne riconosce l'esistenza e adegua ad esso le proprie scelte e le proprie azioni.

Gli stati mentali e la coscienza
Gli studi condotti da Searle sul linguaggio, l'intenzionalità e la realtà sociale, lo hanno portato a precise prese di posizione riguardo al fenomeno della coscienza. Assumendo come riferimento la differenziazione da lui operata tra scienze naturali e scienze sociali, Searle afferma che l'esistenza della coscienza costituisce un fatto naturale e biologico. Le scienze naturali si occupano di fenomeni oggettivi, indipendenti dagli uomini, mentre le scienze sociali hanno a che vedere con fenomeni che dipendono dagli uomini.
La coscienza, secondo Searle, va collocata nel primo gruppo poiché la sua esistenza non è legata a ciò che pensano o credono gli uomini: si tratta infatti di un fenomeno che appartiene al mondo dei fatti che egli definisce "oggettivi" e in terza persona.
Da tale posizione, Searle deriva il suo principale argomento a favore di un approccio causale, non dualistico, al problema della coscienza. Infatti, secondo Searle, i processi del cervello che si svolgono a livello neurale causano gli stati coscienti. Di conseguenza, gli stati coscienti vanno considerati aspetti del substrato biologico; per cui se la coscienza si presenta come un aspetto o un effetto dei processi cerebrali, dobbiamo aver chiaro che non si tratta di un aspetto separato da o posteriore rispetto ai processi del cervello che ne sono alla base.

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NOTE
(1) John Searle, Menti, cervelli e programmi, in L'io della mente, pag. 341
(2) op. cit., pagg. 343-8.
(3) John Searle, Il mistero della coscienza, pag. 4.
(4) Nozione introdotta da Elisabeth Anscombe in On Brute Facts, in "Analysis", XVIII (1958), n. 3.


BRANI ANTOLOGICI:
ARTICOLI (per l'approfondimento)


OPERE

-- Atti linguistici. Saggio di filosofia del linguaggio [1969], Boringhieri, Torino, 1976

-- Menti, cervelli e programmi [1980], in Douglas Hofstadter - Daniel Dennet, L'io della mente, Adelphi, Milano, 1985, pagg. 341-360

-- Della intenzionalità: un saggio di filosofia della conoscenza [1983], Bompiani, Milano, 1985

-- Mente, cervello, intelligenza [1984], Bompiani, Milano, 1988

-- La riscoperta della mente [1992], Boringhieri, Torino, 1994

-- La costruzione della realtà sociale [1995], Edizioni di Comunità, Torino, 1995

-- Il mistero della coscienza [1997], Cortina, Milano, 1998

-- Mente, linguaggio, società. La filosofia nel mondo reale, Cortina, Milano, 2000

-- La razionalità dell'azione, Raffaello Cortina, Milano, 2003

-- Libertà e neurobiologia. Riflessioni sul libero arbitrio, il linguaggio e il potere politico, Mondadori, Milano, 2005
In questa opera, Searle approfondisce la sua teoria della coscienza e dell'intenzionalità, sulla base di una attenta analisi riguardante il linguaggio e la mente, per approdare infine al problema del libero arbitrio.

-- La mente [2004], Cortina, Milano, 2006
Una introduzione alla filosofia della mente fortemente critica nei confronti della maggioranza delle teorie esistenti. Argomenti trattati: comparsa dell'intelligenza, natura della coscienza, possibilità del libero arbitrio, struttura della decisione e problema della volontà.

-- Occidente e multiculturalismo, Ed. Il Sole 24 Ore Libri, Milano, 2008

-- "L'analogia cervello/computer: un errore filosofico", in Giulio Giorello - Piergiorgio Strata (a cura di), L'automa spirituale. Menti, cervelli e computer, Laterza, Bari, 1991, pagg. 199-213


Maria Fucile, Azione linguistica, azione sociale: la teoria degli atti linguistici, Bonanno, Torino, 2007
La svolta linguistica del Novecento, riletta alla luce del concetto di "azione": Frege, Wittgenstein, Austin e soprattutto Searle.

Flavio Palmieri, Linguaggio e coscienza in J. R. Searle, Il Brenner - De Brenner, 2001

Michele Giardini, Derrida e gli atti linguistici. Oltre la polemica con Searle, CLUEB, 2002

Francesca Di Lorenzo Aiello, Mente, azione e linguaggio nel pensiero di John R. Searle, Franco Angeli, Milano, 1998

Patrick Nerhot, La fenomenologia della filosofia analitica del linguaggio ordinario. a.a. 1996-97, 1997-98. Lezioni su John Austin e John Searle, CEDAM, Padova, 1998

Paolo Leonardi, "Searle, la filosofia del linguaggio e la linguistica contemporanea", Introduzione a John Searle, Atti linguistici. Saggi di filosofia del linguaggio, Boringhieri, Torino, 1976

Eddy Carli, "John Searle: l'evoluzione di un filosofo analitico", Postfazione a John Searle, Il mistero della coscienza, Cortina, Milano, 1998, pagg. 179-190

Eddy Carli, "Mente, coscienza e cervello. Un problema ontologico. Conversazione con J. R. Searle, in Id. (a cura di), Cervelli che parlano. Il dibattito su mente, coscienza e intelligenza artificiale, Bruno Mondadori, Milano, 2003

Astro Calisi, "Coscienza e naturalismo. Il problema del rapporto mente-corpo nel pensiero di John Searle", in Id., Oltre gli orizzonti del conosciuto. La sfida cruciale della mente alla scienza del XXI secolo, Editrice Del Faro, Trento, 2014, pagg. 89-116
La teoria della mente di Searle sottoposta a una profonda opera di "decostruzione" al fine di evidenziare gli assunti arbitrari su cui essa si fonda e le numerose inconguenze che si annidano al suo interno. In questo articolo, la presunta soluzione di Searle al problema della coscienza viene analizzata minuziosamente da una prospettiva inedita, per giungere alla conclusione che essa è del tutto inconsistente.

Filippo Costanzo, Il naturalismo antinaturalistico di John R. Searle (tesi di laurea) - Versione.pdf (per gentile concessione di Sitosophia)


Searle/Uniba
Scheda su John Searle.

Minds Brains Programs
L'articolo integrale Menti, cervelli e programmi, di Searle.

Chinese/UTM
L'argomento della stanza cinese di Searle, con le principali critiche ad esso rivolte dai diversi autori.

Searle/SEP
Scheda della Stanford Encyclopedia of Philosophy sull'argomento della stanza cinese di Searle.

Searle-01/Uniba
Recensione di Searle, Mente, linguaggio, società. La filosofia nel mondo reale, di Eddi Carli.

Searle-02/Uniba
Recensione di Searle, Il mistero della coscienza, di Eddi Carli.

Searle/Friesian
Sintesi di Searle, La riscoperta della mente.

Searle/Recensionifilosofiche
Recensione di John Searle, La mente.

Searle/California
Scheda riassuntiva di Searle, La costruzione della realtà sociale.

Chinese/Stanford
Considerazioni e critiche sull'argomento della stanza cinese di Searle.

Searle/Geocities
Esposizione romanzata del famoso argomento della stanza cinese.

Searle/EMSF
Pagina dell'EMSF (Enciclopedia Multimediale delle Scienze Filosofiche) dedicata alla vita e all'opera di Searle.

Searle/Berkeley.edu
Biografia, bibliografia e articoli di J. Searle.

ChineseRoom/IEP
Pagina de The Internet Encyclopedia of Philosophy dedicata all'esperimento della stanza cinese di Searle.

Searle-01/Esc.soton
Articolo on line: John Searle, The Problem of Consciousness.

Searle-02/Ecs.soton
Articolo di Searle, Is the Brain a Digital Computer?

Searle/Uniroma1
Articolo on line: John Searle, Il cervello è un computer digitale?".

Searle/Berkeley.edu
Articolo on line (non pubblicato): John Searle, "Biological Naturalism".

Searle/Uniroma3
Articolo on line: Larry Hauser, "Searle's Chinese Room Argument".

Searle/Mondodomani
Articolo on line: Silvia Di Paolo, "Il naturalismo biologico di John R. Searle: il problema della costruzione degli atti mentali".