GIOVANNI SCOTO ERIUGENA

VITA
Giovanni Scoto Eriugena (circa 805-877), di origini irlandesi, è considerato il fondatore della filosofia scolastica, e fu uno dei massimi rappresentanti della Scuola Palatina, che diresse al tempo di Carlo il Calvo.
Scrisse il De divisione naturae e tradusse e commentò in latino i testi di Dionigi pseudo-Areopagita.



Scoto Eriugena è un razionalista ed il suo è un sistema filosofico di stampo prettamente neoplatonico, con caratteri panteistici. Egli identifica la filosofia con la religione. Tutto il sapere si fonda, infatti, sulla Bibbia, nella quale è racchiusa la rivelazione divina, ma il significato profondo della Scrittura può essere penetrato solamente attraverso la ragione, la quale deriva dall'autorità di Dio, ed è per sua natura prioritaria rispetto all'autorità degli stessi Padri della Chiesa.
L'uomo possiede il libero arbitrio e falsa risulta la dottrina della predestinazione, poiché altrimenti sarebbero attribuibili a Dio qualità proprie delle creature, come il prima e il dopo. Dio è infatti al di là di ogni attributo, e la sua essenza è inconoscibile da parte dell'uomo, tanto che di lui possiamo dire meglio ciò che non è piuttosto di ciò che è (teologia negativa).
L'universo comprende quattro nature o divisioni: la natura che crea e non è creata cioè Dio; la natura che è creata e crea ossia le idee di Dio, causa di tutte le cose visibili e invisibili; la natura che è creata e non crea cioè le creature; la natura che non è creata e non crea: è Dio come fine di tutta la creazione. Tale divisione, da un lato, sottolinea la distinzione fra Dio e la creazione, dall'altro, ci indica l'intima unità fra il Creatore e le sue creature. Tutte le cose non sono altro che simboli, manifestazioni di Dio e non c'è quindi alcuna netta separazione tra Dio e il mondo sensibile: "Dio è tutte le cose"(panteismo).
Nell'universo l'uomo occupa un posto centrale, col quale ha inizio il processo di ritorno a Dio, perché il suo corpo è proprio degli esseri materiali, mentre la sua anima è propria degli esseri spirituali. L'uomo assume un corpo materiale per via del peccato e nel corpo viene attuata la sua purificazione. Dopo la morte il corpo si dissolve nei quattro elementi, ma con la resurrezione, tramutato in spirito, si ricongiungerà a Dio, pur non perdendo la propria individualità.
Il pensiero di Giovanni Scoto Eriugena sarà condannato dalla Chiesa, la quale metterà all'indice le sue opere.

[Scheda di Adriano Virgili]

Francesco Papparella, Le teorie neoplatoniche del simbolo. Il caso di Giovanni Eriugena, Vita e Pensiero, Milano, 2009

C. Allegro, Giovanni Scoto Eriugena, Roma, 1974 e 1976 (2 voll.)

T. Gregory, Giovanni Scoto Eriugena. Tre studi, Firenze, 1963

Mario Del Pra, Scoto Eriugena e il neoplatonismo medioevale, Bocca, Milano, 1951