ALFRED R. RADCLIFFE-BROWN

VITA & PENSIERO
Alfred Reginald Radcliffe-Brown ((1881 - 1955) delineò il quadro teorico entro il quale si muoverà buona parte degli antropologi inglesi tra gli anni '40 e gli anni '60 del '900 (su tutti i suoi allievi e collaboratori Edward E. Evans-Pritchard e Meyer Fortes). Professore a Oxford dal 1937 al 1946, egli trasportò nel contesto dell'antropologia inglese la lettura del sociale di Emile Durkheim e diede vita al cosiddetto "funzionalismo strutturale".
Radcliffe-Brown considerava l'antropologia sociale un ramo delle scienze naturali. Il metodo dell'antropologia sociale era di tipo induttivo e consisteva innanzitutto nell'identificazione dei meccanismi che operavano all'interno delle società e ne consentivano il funzionamento; poi nella comparazione di tali meccanismi; ed infine, se possibile, nella loro generalizzazione in legge. Tale metodo orientava il ricercatore verso una raccolta esaustiva dei dati e verso la loro sistematica collocazione in un tutto che, attraverso la messa in evidenza delle loro relazioni, diventava significativo. Le funzioni assegnate ad ogni singolo elemento permettevano inoltre la formulazione di ulteriori ipotesi di ricerca e la loro verifica. "The social Organization of Australian Tribes" (pubblicato sulla rivista Oceania tra il 1930 e il 1931) è giustamente considerato un memorabile successo del metodo induttivo applicato da Radcliffe-Brown. Sulla base di un'ipotesi formulata da postulati ricavati dalla letteratura, l'antropologo inglese riuscì ad individuare l'esistenza di un particolare sistema sociale (il kariera) in una precisa regione dell'Australia nord-occidentale.
L'oggetto principale dell'antropologia era per Radcliffe-Brown lo studio della realtà sociale. Tale realtà era configurata come una "struttura", cioè come una rete di relazioni sociali e personali in cui ogni tratto esercitava una sua specifica "funzione" in relazione al tutto. Il concetto di funzione aveva per Radcliffe-Brown un valore epistemologico assai diverso rispetto a quello che esso possedeva in Malinowski, per il quale "funzione" stava soprattutto ad indicare il ruolo svolto da un'istituzione nel soddisfacimento di un bisogno primario o secondario; tale differenza segnava la discriminante tra il funzionalismo dei due autori.
L'indagine antropologica sociale doveva privilegiare anzitutto il momento sociologico istituzionale della realtà a scapito degli aspetti psicologici e culturali in senso lato. Era lì che l'antropologo sociale, a differenza di quello culturale, doveva indirizzare il suo interesse di ricerca. Sulla base di questo modello d'indagine, Radcliffe-Brown operò una distinzione tra Etnologia e Antropologia; e poi tra Antropologia evoluzionista, che faceva derivare le trasformazioni della società da leggi estrinseche alla società stessa (le ipotetiche fasi di sviluppo dell'umanità) e Antropologia sociale.
Lo studio dei sistemi di parentela è stato il settore del sapere antropologico al quale Radcliffe-Brown ha legato il suo nome. Per Radcliffe-Brown le istituzioni della famiglia e del matrimonio, le terminologie e la parentela nel suo complesso erano parti di una struttura globale. Nello studio della parentela le considerazioni di natura psicologica non avevano alcuna portata esplicativa per quanto concerneva la funzione che le istituzioni connesse con la parentela svolgevano nell'assicurare la continuità della struttura sociale.
A Radcliffe-Brown e alla sua scuola venne rivolta la critica di antistoricismo proprio per aver trascurato gli aspetti culturali e psicologici del fenomeno sociale totale, rendendo in questo modo difficilmente comprensibili i processi di trasformazione della società.
Né l'intero apparato teorico di Radcliffe-Brown fu risparmiato da giudizi durissimi. I critici del funzionalismo osservarono che proprio l'aggettivo "funzionale" adoperato da Radcliffe-Brown non aveva un carattere "neutro" (come ha, invece, l'aggettivo "funzionante") ma nel linguaggio comune esso denotava una realtà vista in luce positiva. Questa spia semantica rivelava un implicito carattere ideologico dell'operazione concettuale dell'antropologia sociale inglese. Dichiarare funzionale un sistema solo perché esso era funzionante significava sanzionare positivamente ogni realtà sociale che funzionava. In questo uso linguistico scorretto furono ravvisate implicazioni ideologiche in senso conservatore. Alfred Kroeber sottolineò il peso particolare che i funzionalisti davano agli aspetti di integrazione e di equilibrio rispetto a quelli della dinamica e del conflitto sociali.
Nell'attenzione speciale rivolta dai funzionalisti all'analisi delle problematiche legate al controllo sociale e ai sistemi della parentela, sistemi che presiedevano alla distribuzione del potere economico, sociale e politico delle unità tribali analizzate, fu ravvisata una influenza del potere politico inglese. Le analisi potevano interessare direttamente gli organismi di gestione del potere coloniale, nello spirito dell'indirect rule.

[Per gentile concessione di Studio Antropologico]

Alan Barnard, Storia del pensiero antropologico, Il Mulino, Bologna, 2002
Per una collocazione di Radcliffe-Brown all'interno delle problematiche etno-antropologiche.

Ugo Fabietti, Storia dell'antropologia, Zanichelli, Bologna, 1991
Per un corretto inquadramento del pensiero di Radcliffe-Brown all'interno delle problematiche dell'antropologia


Radcliffe-Brown/MNSU.edu
Breve scheda su Radcliffe-Brown.

Radcliffe-Brown/Anthrobase
Breve scheda su Radcliffe-Brown.

Radcliffe-Brown/Uni-Heidelberg
Scheda su Radcliffe-Brown.

Radcliffe-Brown/Biografiasyvidas
Brevissima scheda su Radcliffe-Brown.