KARL POPPER
Brani antologici


Dalla verificazione al falsificazionismo
Il problema della demarcazione (il problema kantiano dei limiti della conoscenza scientifica) può essere definito come il problema di trovare un criterio che possa distinguere tra asserti [...] che appartengono alla scienza empirica e asserti che si possono descrivere come "metafisici".
Stando a una soluzione posta da Wittgenstein, questa demarcazione deve ottenersi con l'aiuto dell'idea di "significato" o di "senso": ogni proposizione significante o sensata dev'essere una funzione di verità di proposizioni "atomiche", cioè, dev'essere completamente riducibile da un punto di vista logico ad [...] asserzioni singolari di osservazione.
Può sembrare che tracciando questa linea di demarcazione i positivisti siano riusciti a distruggere la metafisica [...]. Però questi metodi non distruggono soltanto la metafisica: distruggono anche la scienza naturale. Infatti le leggi di natura non sono riducibili alle asserzioni di osservazione più di quanto non lo siano gli enunciati metafisici.
[...] Il dogma del significato o del senso, e gli pseudo-problemi a cui esso ha dato origine, possono essere eliminati adottando, come criterio di demarcazione, il criterio di falsificabilità [...]. Secondo questo criterio le asserzioni, o i sistemi di asserzioni, trasmettono informazioni intorno al mondo empirico solo se sono capaci di collidere con l'esperienza, o, più precisamente, solo se possono essere controllati sistematicamente, cioè a dire se possono essere sottoposti [...] a controlli che potrebbero mettere capo alla loro confutazione.
[Popper, Logica della scoperta scientifica, Einaudi, Torino, 1970, pagg. 346-7]

Ruolo dei problemi nella scienza
[La scienza] non può cominciare con delle osservazioni, o "raccogliendo dei dati", come pensano alcuni studiosi del metodo. Prima di poter raccogliere dati, è necessario che sorga un nostro interesse rispetto a dati di una certa sorta: prima di tutto si presenta sempre un problema. Il problema a sua volta può essere suggerito da necessità pratiche, o da credenze scientifiche o prescientifiche che per una ragione qualsiasi sembrino aver bisogno di una revisione.
[Popper, Miseria dello storicismo, Editrice l'Industria, Milano, 1954, pag. 111]

I fatti sono "carichi" di teorie
L'epistemologia classica, che prende le nostre percezioni sensoriali come "date", come o "dati" da cui debbano venir costruite le nostre teorie attraverso un qualche processo di induzione, può venir descritta come pre-darwiniana. Essa non riesce a tener conto della circostanza che i presunti fatti sono in realtà reazioni di adattamento, e perciò interpretazioni che incorporano teorie e pregiudizi e che, al pari delle teorie, sono carichi di aspettazioni congetturali; non riesce a tener conto del fatto che non ci può essere nessuna percezione pura, nessun dato puro; esattamente come non ci può essere nessun linguaggio che sia un linguaggio osservazionale, dal momento che tutti i linguaggi sono impregnati di teorie e miti.
[Popper, Conoscenza oggettiva, Armando, Roma, 1975, pag. 197]

Il modello della spiegazione scientifica
Per spiegazione (o spiegazione causale) s'intende un insieme di proposizioni con cui si descrive lo stato di cose da spiegare (l'explicandum) mentre le altre, le proposizioni esplicative, formano la "spiegazione" nel senso più ristretto della parola (l'explicans dell'explicandum).
Possiamo assumere di regola che l'explicandum sia più o meno noto come vero o sia assunto tale. Ha poco senso infatti cercare una spiegazione di uno stato di cose che possa risultare interamente immaginario. [...] D'altro canto l'explicans, che è l'oggetto della nostra ricerca, non sarà di regola noto: dovrà essere scoperto. Così la spiegazione scientifica, ogni volta che è effettivamente una scoperta, sarà la spiegazione del noto mediante l'ignoto.
L'explicans, per essere soddisfacente (proprietà che può essere una questione di grado) deve realizzare un certo numero di condizioni. In primo luogo, deve implicare logicamente l'explicandum. In secondo luogo, l'explicans dovrebbe essere vero; in ogni caso, non deve essere noto come falso anche dopo l'esame critico più agguerrito. Se esso non è noto come vero (come di solito avviene) vi devono essere evidenze indipendenti in suo favore. In altre parole, deve essere indipendentemente controllabile; e noi le considereremo tanto più soddisfacente quanto maggiore sarà la severità dei controlli indipendenti cui è sopravvissuto.
[Popper, Conoscenza oggettiva, cit., pagg. 257-8]

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