CHARLES S. PEIRCE


VITA
Charles Sanders Peirce (1839-1914) si laureò in chimica nel 1865, lavorò nell'osservatorio astronomico di Harvard, occupandosi di osservazioni astronomiche e geodetiche.
Tenne alcuni corsi di logica e di filosofia della scienza a Harvard tra il 1864 ed il 1865 e di logica alla John Hopkins University tra il 1879 ed il 1884.
Il suo pensiero filosofico fu poco conosciuto e apprezzato mentre era in vita ed una parte cospicua della sua opera fu pubblicala soltanto postuma. Comunque ebbero molta importanza per la fondazione e lo sviluppo del pragmatismo alcuni suoi saggi tra cui: Come rendere chiare le nostre idee e Che cos'è il pragmatismo.


PENSIERO
Peirce è una delle figure maggiormente rappresentative del pragmatismo, da lui inteso come dottrina del significato logico e denominato in seguito pragmaticismo, al fine di prendere le distanze dalla concezione di James. Il significato di una cosa o di un concetto non è altro che l'insieme delle azioni, degli "abiti", di risposta che siamo pronti a mettere in atto. Tali abiti possono essere determinati secondo tre metodi. Il primo è il "metodo della tenacia", il quale consiste nel rifiutare tutto ciò che ci è estraneo; l'esperienza però lo smentisce di continuo e le credenze così fissate non possono mantenersi a lungo. Il secondo è il "metodo dell'autorità", al quale si devono le grandi istituzioni storiche, laiche e religiose, e ne è parte la stessa metafisica, con la sua pretesa di spiegare a priori la realtà. Il suo limite è il dogmatismo, sicché le credenze che ne derivano non possono mantenersi indefinitamente.
L'unico metodo in accordo con la realtà è il "metodo della scienza", per cui le credenze sono sottoposte alla verifica tra diversi soggetti. Ogni singola credenza non è in sé che pregiudizio ed errore; ma, in quanto contribuisce a formare l'abito comune di tutti, è in cammino con la verità, cioè quell'accordo delle menti infinitamente lontano che rispecchierà pienamente la realtà.
Su questa base Peirce sviluppa anche una teoria cosmologica e teologica di stampo evoluzionistico. L'universo evolve dal caos alla legge, da abiti effimeri e casuali alla realizzazione ultima della verità, cioè del Dio rivelato e compiuto. Il motore dell'evoluzione è l'amore cosmico, il quale trasforma l'esistenza casuale, cioè il Dio implicito, nell'armonia esplicita della forma eterna realizzata.
Peirce è anche uno dei padri della logica formale contemporanea, ma soprattutto è il fondatore della semiotica (o scienza dei segni, che comprende lo studio dei linguaggi non verbali e dei testi, verbali e non). Alla semiotica egli riconduce sia l'ontologia, sia la logica comune. Ogni cosa è un segno in quanto il suo essere coincide con gli effetti che essa produce. Tutte le cose sono dunque connesse in una catena di rimandi e vivono solo in quanto stimolano reazioni e interpretazioni. La logica è la scienza della interpretazione dei segni, i quali vanno concepiti come relazioni triadiche, in quanto possiedono una "qualità materiale" (per esempio, la stoffa di cui è fatta la bandierina che segna il vento), una "connessione di fatto" con l'oggetto che significano (il movimento della bandierina in relazione alla direzione del vento) e infine un "significato". Il significato emerge nell'abito dell'"interpretante", vale a dire in quel comportamento che pone in relazione i primi due caratteri del segno e dice che il primo (la bandierina) "significa" appunto il secondo (la direzione del vento). Così si sviluppa l'abito logico nell'uomo, attraverso una interpretazione illimitata, e l'uomo è a sua volta un segno in un universo di segni; egli coincide con il suo linguaggio.

[Scheda di Adriano Virgili]

OPERE

-- Il fissarsi della credenza (1877-8)

-- Come rendere chiare le nostre idee (1878)

-- Che cos'è il pragmatismo (1905)

-- Questioni del pragmatismo (1905).


Leo Fabbrichesi, Introduzione a Peirce, Laterza, Roma-Bari, 2005

R. M. Calcaterra, Pragmatismo: i valori dell'esperienza. Letture di Peirce, James e Mead, Carocci, Roma, 2003

Armando Fumagalli, Il reale nel linguaggio. Indicalità e realismo nella semiotica di Peirce, Vita e Pensiero, Milano, 2000

Maurizio Ferriani, Logica e filosofia della logica. Studi su Boole e Peirce, CLUEB, 1999

F. Rivetti Barbò, L'antinomia del mentitore da Peirce e Tarski, Vita e Pensiero, Milano, 1964


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