GUGLIELMO di OCKHAM

VITA
Guglielmo nacque ad Occam (o Ockham), in Inghilterra, tra il 1295 ed il 1300. Entrò giovane nell'ordine francescano, studiando ad Oxford, dove subì fortemente l'influenza degli insegnamenti di Duns Scoto e di Ruggero Bacone e dove successivamente insegnò teologia.
Nel 1324 fu sottoposto ad un procedimento di inquisizione perché sospettato di eresia e si recò ad Avignone, sede della curia pontificia, con l'intento di discolparsi davanti al papa. Qui fu coinvolto nel conflitto che vedeva papa Giovanni XXII opporsi al generale dei francescani Michele di Cesena e fu costretto a fuggire, trovando rifugio presso l'imperatore Ludovico il Bavaro. Fu poi in Baviera a partire dal 1330.
Dal 1349 le sue tracce si perdono misteriosamente. Morì probabilmente durante l'epidemia di peste del 1348-50.
Tra le sue opere: Commento alle Sentenze, Quodlibeta, Summa logicae, Breviloquium de potestate papae.



La produzione logico-linguistica di Guglielmo di Occam è stata in genere qualificata sotto l'insegna nominalista, in quanto tesa ad un rigoroso vaglio del significato dei termini del linguaggio.
Nella sua logica è centrale l'applicazione della teoria della supposizione, vale a dire l'analisi del valore significativo delle parole, che hanno il potere di "supporre" (cioè di stare al posto di) le cose da queste distinte. Egli esclude l'esistenza reale degli universali: il concetto ha un'esistenza puramente intellettuale, ma, nonostante questo, non è una semplice convenzione, esso è infatti per sua natura capace di far conoscere le cose individuali.
La dimostrazione dell'esistenza di Dio consiste nel suo essere causa "conservante" degli enti finiti. La sola ragione non può però provare in modo rigoroso che Dio sia unico, infinito, onnisciente ed onnipotente, poiché tali attributi della divinità possono esserci noti esclusivamente tramite la rivelazione. Data l'onnipotenza divina, il mondo è un qualcosa di radicalmente relativo e non è quindi, come aveva asserito Aristotele, un qualcosa di assolutamente chiuso ed in sé perfetto. Dio ha la possibilità di creare altri mondi, anche più vicini alla perfezione del nostro mondo. E' inutile fare con molte cose ciò che si può fare con poche cose, vale a dire che non si devono moltiplicare gli "enti" naturali se una tale moltiplicazione non risulta logicamente necessaria (rasoio di Occam). Non è quindi, ad esempio, necessario postulare nei corpi celesti una materia diversa, quintessenza, da quella dei corpi del mondo sublunare.
La volontà umana è libera, poiché autonoma rispetto all'intelletto, e tale libertà si mantiene anche di fronte al fine ultimo universale, ne deriva che non è possibile la fondazione di un'etica razionale, poiché è solo tramite la rivelazione che noi possiamo sapere con certezza dell'esistenza di un bene infinito, fine ultimo della volontà. Il diritto non è collegato a ciò che è in sé giusto, ma al potere che l'individuo esercita su di un bene. E' "eretica" la pretesa di chi vorrebbe attribuire al papa sia il potere religioso che il potere civile, poiché tale pretesa è esplicitamente contraria all'insegnamento evangelico che sancisce la divisione di tali poteri.

[Scheda di Adriano Virgili]

--, La spada e lo scettro. Due scritti politici, Rizzoli, Milano, 1997.

--, Il filosofo e la politica. Otto questioni circa il potere del Papa, Bompiani, Milano, 2002


Alessandro Ghisalberghi, Introduzione a Ockham, Laterza, Bari, 2003

A. Pellegrini, Guglielmo di Occam fra logica e assoluto, Laterza, Roma-Bari, 2002

A. Pellegrini, Guglielmo di Occam. Fra tempo ed eterno, Laterza, Roma-Bari, 2002

J. Biard, Guglielmo di Ockham e la teologia, Jaca Book, Milano, 1999

Orlando Todisco, Guglielmo d'Occam filosofo della contingenza, Messaggero, Padova, 1998


Occam/Uniba
Scheda su Guglielmo d'Ockham.

Occam/IEP
Pagina de The Internet Encyclopedia of Philosophy dedicata a Guglielmo di Ockham.

Occam/SEP
Pagina della Stanford Encyclopedia of Philosophy dedicata a Guglielmo di Ockham.