JOHN von NEUMANN

VITA & OPERA
John von Neumann (Budapest, 1903 - Washington, 1957) fu un bambino prodigio: a sei anni conversava con il padre in greco antico; a otto conosceva l'analisi; a dieci aveva letto un'intera enciclopedia storica; quando vedeva la madre assorta le chiedeva che cosa stesse calcolando; in bagno si portava due libri, per paura di finire di leggerne uno prima di aver terminato.
Da studente, frequentò contemporaneamente le università di Budapest e Berlino, e l'ETH di Zurigo: a ventitré anni era laureato in ingegneria chimica, ed aveva un dottorato in matematica.
La sua velocità di pensiero e la sua memoria divennero in seguito tanto leggendarie che Hans Bethe (premio Nobel per la fisica nel 1967) si chiese se esse non fossero la prova di appartenenza ad una specie superiore, che sapeva però imitare bene gli umani. In realtà, il sospetto di un'origine marziana era esteso non solo a von Neumann, ma a tutto il resto della banda dei figli della mezzanotte, i coetanei scienziati ebrei ungheresi emigrati che contribuirono a costruire la bomba atomica.
La complessità dei calcoli balistici richiesti per le tavole di tiro di armamenti sempre più sofisticati aveva portato, nel 1943, al progetto del calcolatore elettronico ENIAC di Filadelfia.
Non appena ne venne a conoscenza, nell'agosto 1944, von Neumann vi si buttò a capofitto: nel giro di quindici giorni dalla sua entrata in scena, il progetto del calcolatore veniva modificato in modo da permettere la memorizzazione interna del programma.
La programmazione, che fino ad allora richiedeva una manipolazione diretta ed esterna dei collegamenti, era così ridotta ad un'operazione dello stesso tipo dell'inserimento dei dati, e l'ENIAC diveniva la prima realizzazione della macchina universale inventata da Alan Turing nel 1936: in altre parole, un computer programmabile nel senso moderno del termine.

All'Istituto di Princeton si dedicò alla progettazione di un nuovo calcolatore, producendo una serie di lavori che portarono alla definizione di quella che oggi è nota come architettura von Neumann: in particolare, la distinzione tra memoria primaria (ROM) e secondaria (RAM), e lo stile di programmazione mediante diagrammi di flusso.
Anche questa macchina non fu fortunata: essa fu inaugurata solo nel 1952, con una serie di calcoli per la bomba all'idrogeno, e fu smantellata nel 1957 a causa dell'opposizione dei membri dell'Istituto, che decisero da allora di bandire ogni laboratorio sperimentale.
John von Neumann definì per la prima volta in modo rigoroso e completo il concetto di elaboratore elettronico a programma memorizzato - la cosiddetta macchina di von Neumann. Anche se altri - come ad esempio Eckert e Mauchly - avevano avuto idee simili, fu Neumann a inquadrarle in una teoria matematica coerente e a svilupparle in una teoria generale delle 'macchine intelligenti' e degli automi.
Oltre che per varie applicazioni tecnologiche (dalla matematica alla metereologia), il computer servì a von Neumann anche come spunto per lo studio di una serie di problemi ispirati dall'analogia fra macchina e uomo: la logica del cervello, il rapporto fra l'inaffidabilità dei collegamenti e la loro ridondanza, e il meccanismo della riproduzione. Egli inventò in particolare un modello di macchina (automa cellulare) in grado di autoriprodursi, secondo un meccanismo che risultò poi essere lo stesso di quello biologico in seguito scoperto da James Watson e Francis Crick (premi Nobel per la medicina nel 1962).
Il suo risultato più famoso nel campo degli armamenti, invece, fu la scoperta che le bombe di grandi dimensioni sono più devastanti se scoppiano prima di toccare il suolo, a causa dell'effetto addizionale delle onde di detonazione (i media sostennero più semplicemente che von Neumann aveva scoperto che è meglio mancare il bersaglio che colpirlo).
L'applicazione più infame del risultato si ebbe il 6 e 9 agosto del 1945, quando le più potenti bombe della storia detonarono sopra il suolo di Hiroshima e Nagasaki, all'altezza calcolata da von Neumann (600 metri) affinché esse producessero il maggior danno aggiuntivo.
Newman fu, in ogni caso, una figura di primo piano nella progettazione della bomba atomica, come pure nel successivo sviluppo della bomba all'idrogeno, e in generale della politica nucleare degli Stati Uniti. Poco prima della sua morte, in qualità di membro della Commissione per l'Energia Atomica, egli consigliò ad Eisenhower un attacco atomico preventivo contro l'Unione Sovietica.

[Scheda di Ricky Spelta - Sito di riferimento: Storiainformatica.it]


-- I fondamenti della meccanica quantistica [1932]
Opera in cui l'autore tenta una sistematizzazione matematica della meccanica quantistica, affrontando anche problemi quali la distinzione tra evoluzione deterministica della funzione d'onda e collasso probabilistico provocato dall'osservatore.

V. Somenzi - R. Cordeschi (a cura di), La filosofia degli automi. Le origini dell'intelligenza artificiale, Bollati Boringhieri, Torino, 1986
Antologia di saggi, tra cui anche alcuni scritti di John Neumann.


Giorgio Israel - Ana Millan Gasca, Il mondo come gioco matematico: John von Neumann, scienziato del novecento, NIS, Roma, 1995

Giorgio Israel - Ana Millan Gasca, Von Neumann: la matematica per il dominio della realtà, Ed. Le Scienze, Milano, 2002

John L. Casti, Cinque platonici a Princeton. Un apologo sui limiti della conoscenza, Raffaello Cortina, Milano, 2005
Dialoghi immaginari tra cinque dei più rappresentativi scienziati del XX secolo: Albert Einstein, Kurt Gödel, Robert Oppenheimer, John von Neumann, Lewis Strauss.


Neuman/Astrocosmo
Scheda su John Neuman.

Neumann/Vialattea
Articolo on line: Piergiorgio Odifreddi, "John von Neumann, l'apprendista stregone".

Neumann/Altervista
Breve scheda su von Neumann.