LARRY LAUDAN

VITA
Larry (Laurence) Laudan (Austin, Texas, 1941 - vivente) si è laureato in fisica all'Università del Kansas nel 1962 e nel 1965 ha ricevuto il titolo di Philosophiae Doctor all'Università di Princeton.
Ha insegnato in Gran Bretagna per alcuni anni; nel 1969 si è trasferito all'Università di Pittsburg. Ha insegnato successivamente al Virginia Polytechnic Institute and State University e alle Università delle Hawaii, dell'Illinois, di Melbourne e del Minnesota.
Dal 2000 è professore presso la Universidad Nacional Autónoma del México.


PENSIERO
Laudan concepisce la scienza essenzialmente come attività rivolta alla soluzione di problemi, non solo di tipo empirico, ma anche concettuali.
Si considera un problema empirico qualunque cosa riguardi il mondo naturale e ci colpisca come strano o comunque bisognoso di spiegazione. (1)
Laudan riconosce che tali problemi sorgono all'interno di un certo contesto di ricerca e sono parzialmente definiti da tale contesto, ossia che non esistono problemi empirici in assoluto, bensì problemi che nascono soltanto in alcuni contesti di ricerca teorica. (2)
Riguardo ai problemi concettuali, essi possono nascere sia all'interno di una data teoria, sia nei rapporti tra più teorie. Tali problemi possono aver origine dalla struttura interna delle teorie, dal contrasto tra teorie tra di loro o dal contrasto di teorie con i metodi consolidati, oppure dal contrasto di una teoria e una data concezione del mondo.
Ad esempio, la maggioranza dei critici di Tolomeo erano d'accordo sul fatto che il sistema da lui proposto fosse in grado di render conto adeguatamente dei fenomeni. Ciò che appariva inaccettabile erano certi aspetti concettuali dei meccanismi utilizzati da Tolomeo (ad esempio, gli equanti, gli epicicli e gli eccentrici) per far quadrare le osservazioni con la teoria. (3)
Attraverso una critica delle nozioni di paradigma kuhniano (cfr. Kuhn) e di programma di ricerca lakatosiano (cfr. Lakatos), Laudan perviene al concetto di tradizione di ricerca, vista come un insieme di indicazioni per la costruzione di teorie fisiche.
Una parte di tali direttive costituiscono un'ontologia, che specifica in maniera generale i tipi di entità fondamentali che esistono nel dominio o nei domini, all'interno dei quali ha a che fare una data tradizione di ricerca. La funzione propria delle teorie specifiche esistenti all'interno di una tradizione di ricerca è di spiegare all'interno della medesima tradizione tutti i problemi empirici presenti nel dominio.
Una tradizione di ricerca specifica anche alcuni modi di procedere, che costituiscono i legittimi metodi di ricerca che un ricercatore può utilizzare all'interno della tradizione.
Detto in breve, "una tradizione di ricerca è un insieme di imperativi e di interdizioni ontologici e metodologici". Violare i divieti della metafisica o della metodologia di una data tradizione di ricerca, significa collocarsi al di fuori di tale tradizione. Ad esempio, se un fisico cartesiano (vedi Cartesio) comincia a parlare di forze che agiscono a distanza, se un behaviorista fa riferimento a impulsi inconsci, se un marxista (vedi Marx) si spinge a speculare su idee che non sorgono in risposta a strutture economiche, questo scienziato rompe con l'ontologia e con la metodologia della tradizione di ricerca a cui appartiene e ne diviene estraneo. (4)
Si tratta di una nozione ampia e maggiormente aderente al procedere reale della scienza, poiché all'interno di una tradizione di ricerca (al contrario di quello che accade all'interno di un paradigma kuhniano, caratterizzato da una eccessiva rigidità strutturale) si possono trovare anche teorie rivali non conciliabili.
Laudan ribalta, con la sua proposta, anche la tradizionale impostazione del tema della razionalità, considerando tale concetto in un certo senso subordinato alla soluzione di problemi: così, per esempio, anche se una teoria T1 non è stata confutata in senso popperiano (vedi Popper), o presenta un certo numero di anomalie, può essere razionale (cioè possono esservi buone ragioni per) accettare una nuova teoria T2 se questa prospetta la possibilità di risolvere un maggior numero di problemi.
In questa prospettiva, il progresso della scienza si configura come un accrescimento della capacità di risolvere problemi; il che consente che teorie successive possano costituire un progresso rispetto a una teoria T, anche se non risolvono tutti i problemi affrontati con successo da T, ma ne risolvono altri, di maggiore importanza, o tali da costituire gravi anomalie per la stessa teoria T.

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NOTE
(1) Laudan, Il progresso scientifico, Armando, Roma, 1979, pag. 33.
(2) Op. cit., pag. 34
(3) Op. cit., pag. 67
(4) Op. cit., pagg. 102-3

Brani antologici

-- Il progresso scientifico. Prospettive per una teoria [1977], Armando, Roma, 1979

-- Scienza e ipotesi [1981], Armando, Roma, 1984

-- La scienza e i valori [1984], Laterza, Roma-Bari, 1987

-- Scienza e relativismo. Controversie chiave in filosofia della scienza [1990], Armando, Roma, 1997


Altre opere di Laudan:

-- Beyond Positivism and Relativism, Westview, Bouldar, 1996

-- Truth, Error, and Criminal Law. An Essay in Legal Epistemology, University Press, Cambridge, 2006


Luca Tombolo, Meta e Metodo. Il dibattito metametodologico a partire dall'opera di Larry Laudan, Franco Angeli, Milano, 2009




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Curriculum vitae di Larry Laudan.

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Breve scheda di Wikipedia su Laudan.

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Bibliografia di Larry Laudan.

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Bibliografia di Larry Laudan.

Laudan/PaidArch
Articolo on line: Armando Cintora, "Critical Comments on Laudan's Theory of Scientific Aims".

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Articolo in formato .pdf: Larry Laudan, "Science at the Bar — Causes for Concern".