PIERRE-SIMON de LAPLACE

VITA & OPERA
Pierre-Simon de Laplace (Beaumont-en-Auge, Normandia, 1749 - Parigi, 1827), astronomo e matematico, dimostrò molto precocemente una straordinaria attitudine per la matematica. Nonostante fosse figlio di modesti agricoltori, riuscì a frequentare l'Accademia Militare di Beaumont.
Nel 1771 si trasferì a Parigi dove, a soli 20 anni, grazie all'interessamento di d'Alembert, fu nominato insegnante di matematica presso la Scuola Reale Militare.
Nel 1785 divenne menbro dell'Accademia delle Scienze, di cui fu presidente a partire da 1796.
Dopo la Rivoluzione Francese, che riuscì a superare indenne, a differenza di altri illustri studiosi (cfr., ad esempio, Condorcet e Lavoisier), Laplace conquistò la stima di Napoleone, il quale lo nominò conte e gli affidò il Ministero dell'Istruzione. Caduto Napoleone, si avvicinò a Luigi XVIII, dal quale, dopo aver reso, con grande disinvoltura, atto pubblico di sottomissione, ebbe il titolo di marchese.
Nel 1796, Laplace pubblicò l'Esposizione del sistema del mondo, nel quale, tra l'altro si trova esposta la sua ipotesi, ripresa da Kant, sull'origine del sistema solare. Secondo Laplace, un globo gassoso in rapida rotazione su se stesso, contraendosi, aumenta progressivamente la propria velocità di rotazione (per effetto della conservazione del momento angolare). Nello stesso tempo esso tende ad appiattirsi sempre più fino a perdere il bordo esterno che, trasformandosi in una sorta di anello rotante, si fraziona in più parti dando rigine ai pianeti. Dalla parte più interna della massa gassosa si sarebbe invece formato il Sole.
Nella Meccanica celeste, opera scritta tra il 1799 e il 1825, Laplace cercò di dare una sistemazione generale alla teoria della gravitazione elaborata da Newton, mostrando la riducibilità dell'astronomia alla meccanica. Famosa è la sua affermazione, che può essere posta a fondamento del determinismo, secondo la quale se una intelligenza potesse conoscere tutte le forze della natura e la situazione reciproca di tutti gli oggetti presenti all'interno di un dato sistema in un dato momento, potrebbe unificare tutti i fenomeni sotto una sola formula e in base ad essa ricostruire il passato e predire il futuro.
Tra i contributi importanti apportati all'astronomia sono anche da ricordare i suoi studi sulle variazioni del movimento della Luna, sull'eccentricità dell'orbita terrestre, sui satelliti di Giove e sugli anelli di Saturno, sulle comete e sulle maree.
Laplace si occupò inoltre del calcolo delle probabilità, chiarendone i principali concetti e mostrando come esso potesse trovare applicazione a molti fenomeni, non esclusi quelli sociali. Compì infine studi sul calore in collaborazione con Lavoisier.

Brani antologici

-- Esposizione del sistema del mondo [1796]

-- Teoria analitica della probabilità [1812]

-- "Saggio filosofico sulla probabilità" [1814], in Opere, Torino, 1967

-- Trattato di meccanica celeste, in 5 volumi [1799-1825]


M. Fortino, Il caso. Da Pierre-Simon Laplace a Emile Borel, Rubbettino, 2000

Paola Dessi, L'ordine e il caso. Discussione epistemologiche e logiche sulla probabilità da Laplace e Peirce, Il Mulino, Bologna, 1989

Enrico Bellone, Le leggi del movimento da Hume a Laplace, Loescher, Torino, 1979

Enrico Bellone, I modelli e le concezioni del mondo nella fisica moderna da Laplace a Bohr, Feltrinelli, Milano, 1973


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