THOMAS KUHN
Brani antologici


La scienza "normale"
In questo saggio 'scienza normale' significa una ricerca stabilmente fondata su uno o più risultati raggiunti dalla scienza del passato, ai quali una particolare comunità scientifica, per un certo periodo di tempo, riconosce la capacità di costituire un fondamento della sua prassi ulteriore. Oggi tali punti fermi fermi sono elencati, seppure raramente nella loro forma originale, dai manuali scientifici sia elementari che superiori. Questi manuali espongono il corpo della teoria riconosciuta come valida, illustrano molte o tutte le sue applicazioni coronate da successo e confrontano queste applicazioni con osservazioni ed esperimenti esemplari.
[da Kuhn, La rivoluzione copernicana, Einaudi, Torino, 1972, pag. 29]

La scienza normale, l'attività risolutrice di rompicapo [...] è un'impresa altamente cumulativa; essa riesce ad assolvere brillantemente il suo compito che è quello di estendere stabilmente la portata e la precisione della conoscenza scientifica. Sotto tutti questi aspetti, essa collima con grande precisione con l'immagine più comune che ci facciamo del lavoro scientifico. Manca però in questo quadro un prodotto tipico dell'impresa scientifica. La scienza normale non ha per scopo quello di trovare novità di fatto o teoriche e, quando ha successo, non ne trova nessuna.
[da Kuhn, op. cit., pag. 75]


Il cambiamento di paradigma
Nella scienza, [...] la novità emerge soltanto con difficoltà, che si manifesta attraverso la resistenza, in contrasto con un sottofondo costituito dalla aspettazione. All'inizio si percepisce soltanto ciò che si aspetta e che è usuale, persino in circostanze nelle quali più tardi l'anomalia viene ad essere rilevata. Una osservazione successiva però permette di rendersi conto che c'era qualcosa di sbagliato o collega l'effetto con qualcosa che era sbagliato prima. Tale presa di coscienza dell'anomalia apre un periodo in cui le categorie concettuali vengono riadattate, finché ciò che inizialmente appariva anomalo sia diventato qualcosa che ci si aspetta.
[da Kuhn, op. cit., pag. 88]

Una teoria scientifica è dichiarata invalida soltanto se esiste un'alternativa disponibile per prenderne il posto. Nessun processo messo in luce finora dallo studio teorico dello sviluppo scientifico assomiglia minimamente allo stereotipo metodologico della invalidazione di una teoria mediante un suo confronto diretto con la natura. Questa osservazione non significa che gli scienziati non abbandonino le teorie scientifiche, o che l'esperienza e l'esperimento non siano essenziali quando ciò avviene. Significa soltanto [...] che il giudizio in base al quale gli scienziati decidono di respingere una teoria precedentemente accettata si basa sempre su qualcosa di più che un semplice confronto di quella teoria col mondo. La decisione di abbandonare un paradigma è sempre al tempo stesso la decisione di accettarne un altro, ed il giudizio che porta a questa decisione implica un confronto sia dei paradigmi con la natura, sia di un paradigma con un altro.
[da Kuhn, op. cit., pagg. 103-4]

La transizione di un paradigma in crisi a uno nuovo, dal quale possa emergere una nuova tradizione di scienza normale, è tutt'altro che un processo cumulativo, che si attui attraverso un'articolazione o un'estensione del vecchio paradigma. E' piuttosto una ricostruzione del campo su nuove basi, una ricostruzione che modifica alcune delle più elementari generalizzazioni teoriche del campo, così come molti metodi ed applicazioni del paradigma.
[da Kuhn, op. cit., pag. 111]

Le rivoluzioni politiche sono introdotte da una sensazione sempre più forte, spesso avvertita solo da un settore della società, che le istituzioni esistenti hanno cessato di costituire una risposta adeguata ai problemi posti da una situazione che esse stesse hanno in parte contribuito a creare. In una maniera più o meno identica, le rivoluzioni scientifiche sono introdotte da una sensazione crescente, anche questa volta avvertita solo da un settore ristretto della comunità scientifica, che un paradigma esistente ha cessato di funzionare adeguatamente nella esplorazione di un aspetto della natura verso il quale lo stesso paradigma aveva precedentemente spianato la strada.
[da Kuhn, op cit. pag. 119]

[I comportamenti che si oppongono all'emergere di un nuovo paradigma] sono stati spesso considerati come indicazione della difficoltà che gli scienziati, essendo soltanto uomini, trovano ad ammettere i loro errori, anche quando vengono messi di fronte a una prova stringente. Io vorrei piuttosto sostenere la tesi che, in casi come questi, non si tratta né di prova né di errore. Il trasferimento della fiducia da un paradigma ad un altro è un'esperienza di conversione che non può essere impostata con la forza. Una resistenza opposta per tutta la vita, particolarmente da parte di coloro la cui carriera produttiva è stata legata alla vecchia tradizione della scienza normale, non è una violazione dei criteri scientifici, ma una indicazione della natura stessa della ricerca scientifica. La ragione di resistenza è costituita dalla sicurezza che il vecchio paradigma finirà col risolvere tutti i suoi problemi, che la natura può essere forzata entro le incasellature fornite dal paradigma.
[da Kuhn, op. cit., pag. 183]


Schemi concettuali e bisogni
Il bisogno psicologico dell'uomo di sentersi a suo agio in un universo familiare può essere soddisfatto da uno schema concettuale, soltanto se questo schema è ritenuto qualcosa di più di un mezzo valido per sintetizzare cose già note [...]. Uno schema concettuale che sia retenuto vero e quindi funzioni come parte di una cosmologia ha un significato che trascende quello puramente scientifico.
[da Kuhn, op. cit., pag. 52]

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