VITA
Kurt Gödel (Brno, Moravia , 1906 - Princeton, New Jersey, 1978), noto soprattutto per le sue ricerche di logica matematica e filosofia della matematica, nacque da una famiglia di lingua tedesca. Nel 1924 si trasferě a Vienna e si iscrisse all'universitŕ con l'intenzione di studiare fisica; ma i suoi interessi si spostarono progressivamente verso la matematica e la logica.
Tra il 1926 e il 1928 frequentň gli incontri settimanali del Circolo di Vienna, affascinato soprattutto da personalitŕ come Moritz Schlick, Rudolf Carnap e Otto Neurath, mantenendo tuttavia un certo distacco dalle idee del neopositivismo.
Nel 1938 sposň Adele Porkert, una ballerina di cabaret che gli rimarrŕ sempre vicina, anche nei momenti piů difficili.
Nel 1940, per sfuggire al nazismo, si stabilě negli Stati Uniti, diventando in seguito (1946) membro dell'Institute for Advanced Studies di Princeton e nel 1953 venne nominato professore di matematica all'Universitŕ di Princeton, carica che ricoprě fino alla morte.
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PENSIERO
Il nome di Kurt Gödel č legato soprattutto ai suoi due teoremi di incompletezza, formulati compiutamente nel 1931. Essi appartengono alla classe dei cosiddetti teoremi limitativi, che stabiliscono cioč le proprietŕ che non appartengono ai sistemi formali.
Il primo teorema di incompletezza afferma che ogni teoria matematica coerente, sufficientemente potente da contenere la teoria elementare dei numeri naturali, permette la costruzione di una proposizione la cui veritŕ o falsitŕ non puo essere dimostrato all'interno della teoria stessa. In altre parole, il primo teorema di incompletezza di Gödel stabilisce che in un qualsiasi sistema assiomatico (costruito cioč su un gruppo di assiomi, come l'aritmetica o la geometria euclidea) č sempre possibile trovare una proposizione che fa parte di questo sistema, la cui validitŕ non č tuttavia dimostrabile con i mezzi logici (assiomi, definizioni, regole di deduzione) offerti dal sistema stesso:
per effettuare questa dimostrazione, č necessario ricorrere a un sistema piů ricco di mezzi logici del primo. In base a questo teorema, si puň certamente dimostrare la non contraddittorietŕ di alcune parti della matematica (per esempio, l'aritmetica, come č giŕ stato fatto), ma non si puň dimostrare, una volta per tutte, la non contraddittorietŕ dell'intera matematica, nell'ipotesi che questa venga ridotta a un sistema formalizzato.
Il secondo teorema di incompletezza afferma che un sistema sufficientemente potente da contenere l'aritmetica non puň dimostrare la propria coerenza utilizzando esclusivamente le proprie risorse logiche. In particolare, il secondo teorema porta a concludere che, dal momento che neppure un sistema particolarmente semplice come quello rappresentato dall'artmetica elementare puň essere utilizzato per dimostrare la propria coerenza, a maggior ragione, esso non sarŕ in grado di dimostrare la coerenza di sistemi logicamente piů ampi.
I teoremi d'incompletezza di Gödel rappresentarono un colpo mortale al cosiddetto "programma di Hilbert", il progetto, che aveva tenuto impegnati i matematici nei primi decenni del 1900, nel tentativo di giungere a una completa formalizzazione della matematica, del sistema deduttivo e delle sue regole di calcolo, tale da poter far decidere sulla base delle sue stesse regole la solubilitŕ o meno di un problema o la dimostrazione che un enunciato č vero o falso.
Gli studi di Gödel hanno segnato una svolta fondamentale nella storia della logica, condizionando ogni successiva ricerca e determinando la nascita di nuove e importanti discipline logiche.
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Il lavoro di Gödel, in cui egli espone i suoi famosi teoremi, si trova, in lingua italiana, in:
E. Agazzi, Introduzione ai problemi dell'assiomatica, Vita e Pensiero, Milano, 1961.
E. Ballo - S. Bozzi - G. Lolli - C. Mangione (a cura di), Gödel, Kurt, OPERE - Volume 1, 1929-1936, Boringhieri, Torino, 1999
-- La prova matematica dell'esistenza di Dio, Boringhieri, Torino, 2006
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