GALILEO GALILEI
Brani antologici


L'abiura
Con cuor sincero e fede non finta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori et heresie, e generalmente ogni et qualunque altro errore, heresia e setta contraria alla Santa Chiesa; e giuro che per l'avvenire non dirò mai più né asserirò, in voce o in scritto, cose tali per le quali si possa haver di me simil sospitione; ma se conoscerò alcun heretico o che sia sospetto d'heresia, lo denontiarò a questo S. Offizio ovvero all'Inquisitore o Ordinario del luogo dove mi trovarò. Giuro anco e prometto d'adempire et osservare intieramente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo S. Offizio imposte; e contravvenendo ad alcuna delle dette mie promesse e giuramenti, che Dio non voglia, mi sottometto a tutte el pene e castighi che sono da' sacri canoni et altre costitutioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate. Così Dio m'aiuti e questi suoi santi Vangeli, che tocco con le proprie mani.

[Parte finale dell'abiura che Galileo fu costretto a leggere pubblicamente
a Santa Maria della Minerva il 22 giugno 1632
]

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