HEINZ von FOERSTER
Brani antologici


Considerazioni sull'"antropomorfismo funzionale"
«Nell'arco dell'ultimo decennio, più o meno, è intervenuto tuttavia un fatto strano e inquietante. Che quelle funzioni mentali i cui nomi erano stati metaforicamente attribuiti a determinate operazioni dalla macchina risiedessero effettivamente nella macchina stessa non hanno cominciato a crederlo solo gli ingegneri che lavorano su questi sistemi; anche alcuni biologi, indotti in tentazione dall'assenza di una teoria generale delle funzioni mentali, hanno cominciato a pensare che certe operazioni svolte da queste macchine, fossero effettivamente degli isomorfi funzionali di questi ultimi. Nel tentativo di individuare la base fisiologica della memoria, ad esempio, hanno cominciato ad andare alla ricerca di meccanismi neurali analoghi ai meccanismi elettromagnetici od elettrodinamici che 'congelano' le configurazioni temporali (nastri magnetici, cilindri o nuclei) o le configurazioni spaziali (ologrammi) del campo elettromagnetico, così da poterlo ispezionare in un momento successivo.
Questa illusione, che da per scontato un isomorfismo funzionale tra processi diersi e distinti solo perché casualmente portano lo stesso nome, è talmente radicata in queste due professioni che colui il quale volesse seguire l'esempio di Lorenz di 'disantropomorfizzare' le macchine e di 'smeccanizzare' l'uomo, incontrerebbe molto probabilmente un antagonismo analogo a quello incontrato da Lorenz quando iniziò ad 'animalizzare' gli animali».

[da Heinz von Foerster, Sistemi che osservano, Astrolabio, Roma, 1987, pagg. 134-5]


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