GERALD EDELMAN
Brani antologici


La mente: una prospettiva evolutiva
L'ipotesi evolutiva è ragionevolmente semplice: la coscienza è nata a un certo punto dell'evoluzione delle specie, come caratteristica del fenotipo. Prima di allora essa non esisteva. Questa ipotesi implica che l'acquisizione della coscienza abbia conferito in maniera diretta un certo grado di adattamento evolutivo agli individui, oppure abbia fornito la base per lo sviluppo di altre caratteristiche che miglioravano l'adattamento. L'ipotesi evolutiva implica che la coscienza sia efficace, che non sia un epifenomeno.
[da Edelman, Sulla materia della mente, Adelphi, Milano, 1993, pag. 177]


Critica al funzionalismo
In contrasto con ciò che si verifica nei calcolatori, le configurazioni di risposta del sistema nervoso dipendono dalla storia individuale di ogni sistema, peché è soltanto attraverso le interazioni con il mondo che si selezionano le configurazioni di risposta convenienti. Si può osservare questa variazione, dovuta alla diversità delle esperienze, in sistemi nervosi diversi e anche, nel corso del tempo, all'interno di un medesimo sistema. Il fatto che i sistemi cognitivi manifestino una fortissima variabilità individuale va a confutare l'ipotesi centrale del funzionalismo, secondo il quale il significato delle rappresentazioni non dipende dalla loro realizzazione fisica.
[da Edelman, Sulla materia della mente, Adelphi, Milano, 1993, pagg. 349-350]


Critica all'oggettivismo
Sugli oggetti del mondo non ci sono etichette che ne specifichino le dimensioni o i codici; le ripartizioni e le aggregazioni di oggetti cambiano a seconda delle persone e del momento. La semantica prestabilita della rappresentazione mentale non può render conto del presentarsi delle novità del mondo [...]. Il significato rifiuta di essere vincolato da un insieme prestabilito di termini appartenenti a un specifico sistema di codifica. [...]. Se è così, la mente non è uno specchio della natura. Il pensiero non consiste nella manipolazione di simboli astratti, con un riferimento privo di ambiguità alle cose del mondo che ne legittimi la semantica. Le categorie classiche non sono di alcuna utilità per la maggior parte delle categorizzazioni concettuali, né rendono conto in maniera soddisfacente del modo in cui gli esseri umani assegnano categorie.
[da Edelman, Sulla materia della mente, Adelphi, Milano, 1993, pagg. 366-7]

La mente crea aspetti della realtà, attraverso un'interazione di natura culturale e linguistica. Al pari della biologia, tale interazione dipende da eventi storici
[da Edelman, Op. cit., pag. 371]

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