GERALD EDELMAN
Critiche

Roger Penrose

Penrose osserva che la concezione sostenuta da Edelman, con la grande importanza assegnata al modello darwiniano e al ruolo complesso dei neurotrasmettitori, si muove tuttavia in un'ottica classica e computazionale. A sostegno della sua tesi, Penrose ricorda che Edelman e i suoi colleghi hanno costruito una serie di dispositivi controllati computazionalmente (Darwin III e NOMAD), con lo scopo di simulare i processi che, secondo le loro proposte, sarebbero alla base dell'attivitā mentale.
Per il fatto stesso che si usi un calcolatore, sia pure in una logica connessionista (con abbondante ricorso alle reti neurali), č evidente che tale schema č ancora di tipo computazionale.
Per Penrose č estremamente improbabile che qualcosa di questa natura possa fornire un modello adeguato del funzionamento della mente umana.
[da Penrose, Ombre della mente, Rizzoli, Milano, 1996, pagg. 431-2]


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