ANTONIO DAMASIO
Brani antologici


L'errore di Cartesio
«Qual era [...] l'errore di Cartesio?
Si potrebbe cominciare con una rimostranza: rimproverandogli di aver convinto i biologi ad adottare (fino ai nostri giorni) meccanismi simili a orologi per i processi della vita. Ma questo forse non sarebbe proprio corretto; e allora si potrebbe continuare con il "Penso, dunque sono". L'enunciato, il più famoso di tutta la storia della filosofia [...], esprime esattamente il contrario di ciò che io credo vero riguardo alle origini della mente e riguardo alla relazione tra mente e corpo; esso suggerisce che il pensare, e la consapevolezza di pensare, siano i veri substrati dell'essere. E siccome sappiamo che Cartesio immaginava il pensare come un'attività affatto separata dal corpo, esso celebra la separazione della mente, la "cosa pensante" (res cogitans), dal corpo non pensante, dotato di estensione e di parti meccaniche (rex estensa)».
[da Damasio, L'errore di Cartesio, pagg. 336-7]

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