PAUL CHURCHLAND
Brani antologici


Materialismo e psicologia del senso comune
Il materialismo eliminativo è la tesi secondo la quale la concezione che comunemente abbiamo dei fenomeni psicologoci costituisce una teoria radicalmente falsa - una teoria così manchevole che sia i suoi principi sia la sua ontologia finiranno per essere soppiantati, invece di essere progressivamente ridotti, una volta che le neuroscienze saranno state completamente sviluppate. La nostra reciproca comprensione e perfino la nostra introspezione potranno allora essere ricostruite all'interno della cornice concettuale delle neuroscienze, ovvero di una teoria che, secondo quanto possiamo attenderci, sarà di gran lunga più potente della psicologia del senso comune che verrà a sostituire e, in generale, più sostanzialmente integrata con la scienza fisica.
[da Paul Churchland, La natura della mente e la struttura della mente, Il Mulino, Bologna, 1992, pag. 29]

La problematica convinzione che un altro individuo sia il soggetto di certi stati mentali non viene inferita deduttivamente dal suo comportamento, né per analogia induttiva dall'esempio rischiosamente isolato di ciò che accade a noi stessi. Piuttosto, questa convinzione è una specifica ipotesi esplicativa di tipo assolutamente diretto, che ha la funzione, assieme alle leggi della psicologia del senso comune che sono sullo sfondo, di fornire spiegazioni/previsioni/interpretazioni del comportamento continuo dell'individuo, ed è credibile nella misura in cui riesce ad avere successo, sotto questo riguardo, rispetto ad altre ipotesi rivali. In generale, questo successo viene ottenuto, e così la credenza che altri godano degli stati interni cui fa riferimento la psicologia del senso comune appare ragionevole.
[da Paul Churchland, op. cit., pagg.31-2]


La conoscenza come 'spazio di stati'
Secondo la nuova teoria, ogni enunciato dichiarativo a cui un parlante darebbe un assenso fiducioso è meramente una proiezione unidimensionale [...] di un solido tetra- o penta-dimensionale, che è un elemento del suo vero stato cinematico. [...] Essendo proiezioni di tale realtà interna, questi enunciati veicolano informazione significativa che la riguardano, e così sono adatti a fungere da elementi di un sistema di comunicazione. D'altro canto, essendo proiezioni subdimensionali, esse riflettono solo una parte limitata della realtà proiettata. Sono perciò inadatte a rappresentare la realtà più profonda in tutti i suoi aspetti rilevanti cinematicamente, dinamicamente, e anche normativamente. Vale a dire, un sistema di atteggiamenti proposizionali, come la [psicologia del senso comune], deve essere inevitabilmente incapace di cogliere quel che qui si sviluppa, anche se può rifletterne una struttura superficiale appena sufficiente a sostenere una tradizione comparabile a quella alchimistica tra gente priva di una teoria migliore.
[da Paul Churchland, op. cit., pag. 51]

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