PAUL CHURCHLAND


Churchland è un sostenitore del cosiddetto materialismo eliminativo, la tesi secondo la quale non è possibile ricondurre i fenomeni della coscienza al paradigma della scienza, e che considera questo limite come una prova dell'inadeguatezza delle nozioni derivate dall'esperienza cosciente. Secondo Churchland l'idea che abbiamo di solito dei fenomeni psicologici, col suo riferirsi ad atteggiamenti proposizionali come credenze, desideri, valori, costituisce una teoria fondamentalmente errata, che verrà totalmente superata e abbandonata con lo sviluppo delle neuroscienze1.
I limiti della psicologia tradizionale appaiono particolarmente evidenti quando essa viene chiamata a spiegare aspetti come la natura e la dinamica delle malattie mentali, le facoltà dell'immaginazione creativa, le funzioni psicologiche del sonno, le abilità motorie come afferrare al volo una palla che ci è stata lanciata o di colpire a distanza con un sasso un oggetto in movimento. A tale teoria, Churchland oppone un modello di mente che fa riferimento a un sostrato materiale basato su un'architettura di tipo connessionistico, ossia realizzata per mezzo di reti neurali. In tal modo diviene possibile eliminare le ordinarie categorie psicologiche e sostituirle con categorie neuroscientifiche.
L'organizzazione a cui Churchland fa riferimento è una rete composta da almeno tre strati di unità: quelle di input, uno strato intermedio (unità nascoste) e uno strato di output2.
La rappresentazione realizzata da una rete neurale viene attuata a livello subsimbolico, nel senso che essa è distribuita nel valore assunto dai diversi pesi che legano tra loro le unità della rete. Ciò che la rete "apprende" viene rappresentato subsimbolicamente come assetto globale dei pesi della rete.
La prospettiva di Churchland si contrappone nettamente alla rappresentazione di tipo "enunciativo" o proposizionale, caratteristica dei modelli tradizionali della computazione, su cui si basano gran parte delle teorie funzionalistiche della mente (cfr., ad esempio, Daniel Dennett). Tali modelli mostrerebbero tutti i loro limiti nella povertà di prestazioni da essi fornite in compiti percettivi e motori di una certa complessità, nella debolezza quando si tratta di affrontare analogie, come pure in altri tipi di prestazioni cognitive3.
Da una impostazione basata sul connessionismo deriva anche il rifiuto della concezione di teoria scientifica come insieme di enunciati. Ad essere sbagliato nell'approccio classico, secondo Churchland, è l'assunto di fondo per il quale le strutture linguistiche di qualche tipo costituiscono la forma fondamentale di rappresentazione nelle attività cognitive dell'uomo4. L'approccio enunciativo, oltretutto, non riesce a spiegare come un soggetto possa iniziare ad apprendere, dovendosi presupporre l'esistenza di un bagaglio linguistico già sufficientemente strutturato entro cui sviluppare le nuove acquisizioni5.
La concezione della conoscenza basata su modelli connessionistici, secondo Churchland, non è legata alle categorie enunciative del senso comune e riesce a render conto dei processi di apprendimento che si attuano al di fuori del linguaggio, come avviene normalmente negli animali.
In definitiva, "la teoria complessiva del mondo che un individuo possiede non è una grande raccolta o una lunga lista di elementi simbolici immagazzinati. E' piuttosto un punto specifico nel suo spazio dei pesi sinaptici. E' una configurazione di pesi di attivazione del sistema"6.

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NOTE
(1) Paul Churchland, La natura della mente e la struttura della scienza. Una prospettiva neurocomputazionale, Il Mulino, Bologna, 1992, pag. 29.
(2) Op. cit., pag 125
(3) Op. cit., pag 138
(4) Op. cit., pag 116
(5) Op. cit., pag 117
(6) Op. cit., pag 144

[ Scheda di Astro Calisi - e-mail: astrocalisi@gmail.com]

Brani antologici

-- La natura della mente e la struttura della scienza. Una prospettiva neurocomputazionale [1989], Il Mulino, Bologna, 1992

-- Il motore della ragione, la sede dell'anima, Il Saggiatore, Milano, 1998


Altri scritti in lingua inglese:

-- "The Logical Character of Action Explanation", in Philosophical Rewiew, 79, n. 2, 1970, pagg. 214-236

-- "Karl Popper's Philosophy of Science", in Canadian Journal of Philosophy, 5, n. 1, 1975, pagg. 145-156

-- Scientific Realism and the Plasticity of Mind, Cambridge, Cambridge Univerity Press, 1979

-- "Eliminative Materialism and the Propositional Attitude", in Journal of Philosophy, 78, n. 2, 1981, pagg. 67-90


Churchland/Wikipedia/
Brevissima scheda di Wikipedia su Paul Churchland.

Churchland/Frtbooks
Recensione di Paul Churchland, The Engine of Reason, the Seat of the Soul.


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