DAVID CHALMERS
Brani antologici


Il problema "difficile" della coscienza
«I modelli cognitivi sono adatti alla spiegazione degli aspetti psicologici della coscienza. Non c'è un grande problema metafisico dietro all'idea che un sistema fisico debba essere capace di analizzare per introspezione i propri stati interni, di gestire razionalmente l'informazione che riceve dal suo ambiente, o di spostare l'attenzione da un posto all'altro. E' abbastanza chiaro che una spiegazione funzionale adeguata dovrebbe essere in grado di spiegare queste capacità, anche se la scoperta della spiegazione corretta richiedesse decine e centinaia d'anni. Ma il problema realmente difficile è quello della coscienza fenomenica, ed esso non è toccato dalle spiegazioni della coscienza psicologica che sono state finora avanzate»
[da David Chalmers, La mente cosciente, McGraw-Hill, Milano, 1999, pag. 31]


«Non vi è un grande mistero riguardo a come uno stato mentale possa giocare un ruolo causale, anche se ci sono certamente dei problemi tecnici per la scienza. E' invece un mistero perché questo stato debba fare un certo effetto, perché debba avere una proprietà fenomenica».
[da David Chalmers, La mente cosciente, cit,, pag. 15]


«Anche dopo aver spiegato il funzionamento fisico e computazionale di un sistema cosciente, resta da spiegare perché il sistema ha esperienza conscia».
[da David Chalmers, La mente cosciente, cit,, pag. 29]


«Il problema difficile (the hard problem) della coscienza è il problema dell'esperienza. Quando noi pensiamo o percepiamo, c'è un'enorme attività di elaborazione dell'informazione, ma c'è anche un aspetto soggettivo. Per dirla con Nagel, si prova qualcosa a essere un organismo cosciente. questo aspetto soggettivo è l'esperienza».
[da David Chalmers, "Facing University Press to the Problem of Consciousness Studies", in Journal of Consciousness Studies, 1995, 2, 3, pag. 201]


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