ANTISTENE

VITA & PENSIERO
Antistene di Atene (circa 440-370 a. C.), già allievo di Gorgia e successivamente di Socrate, è considerato il fondatore della scuola cinica. Tale denominazione deriva dal fatto che questa aveva sede nel ginnasio ateniese di Cinosarge. I cinici propugnano una morale individualista. Per loro, la virtù si identifica con l'autarchia e con l'autonomia, cioè col vivere "in compagnia di sé stesso", seguendo lo stato di natura e liberandosi da tutti i vincoli dati dalle istituzioni, dalle convenzioni sociali, dalle leggi, dal vivere sociale. La felicità consiste allora nel vivere liberi da ogni condizionamento della civiltà. E' per questo che i cinici prendono a modello la povertà dei viandanti, vivendo "come cani", e disprezzano le ricchezze e gli agi dati dalla civiltà, rifiutando di conferire alcun valore alla famiglia, ai riti religiosi e allo stato.
Per ciò che concerne il problema della conoscenza, Antistene sostiene che questa altro non è che sensazione e perciò, in polemica con la teoria platonica delle idee, affermano che non è possibile conoscere l'essenza delle cose. Celebre è, a questo proposito, il frammento in cui Antistene afferma "O Platone, vedo il cavallo, ma non vedo la cavallinità; vedo l'uomo, ma non vedo l'umanità". La realtà si compone esclusivamente di individui la cui singola essenza può essere intuita con la sensazione, non si possono quindi avere concetti e definizioni, ma soltanto nomi. Uno dei maggiori seguaci di Antistene fu Diogene di Sìnope (circa 413-323 a. C.), il quale rese ancor più estrema la concezione etica del suo maestro.

[Scheda di Adriano Virgili]

Antistene/IEP
Pagina de The Internet Encyclopedia of Philosophy dedicata ad Antistene.