AGOSTINO d'IPPONIA

VITA
Figlio di Patricio, un piccolo proprietario terriero, e di Monica, cristiana, Aurelio Agostino nacque a Tagaste, nella Numidia, in Africa, nel novembre del 354. Conclusi i primi studi nella sua città natale, frequentò le scuole secondarie a Madaura (tra il 361 e il 367). Solo grazie all'aiuto dell'amico di famiglia Romaniano, però, poté condurre a termine il suo corso di studi superiore a Cartagine, nell'allora celebre scuola di retorica (373).
Uscito dalla scuola "oratore", Agostino, per mancanza di mezzi finanziari, fu impossibilitato alla frequentazione delle scuole filosofiche di Alessandria e di Atene.
Tornato a Tagaste si dette all'insegnamento della grammatica e della retorica.
Conosciuta a Cartagine una donna con cui visse per dodici anni more uxorio, ebbe da lei un figlio, Adeodato.
Quando aveva diciotto anni la lettura dell'Hortensius un'opera di Cicerone, oggi perduta, lo entusiasmò per la filosofia.
Nel 374 tornò a Cartagine, dove insegnò retorica e dove ebbe notevoli successi.
Nel 383, seguito da alcuni amici, da Adeodato, e dalla madre, si recò a Roma e successivamente a Milano, nel 384. A Milano, su pressione di Monica, abbandonò la madre di suo figlio.
Dopo una serie di crisi morali, nel 385, Agostino decise di convertirsi al cristianesimo. Nel 386 si dimise da maestro di retorica e si ritirò a Cassiciaco. Tornato a Milano, nel 387, ricevette il battesimo.
Nell'estate del 387 decise di tornare in Africa. Morta sua madre ad Ostia, restò per qualche tempo a Roma.
Nel 388, dopo aver risieduto per un lungo periodo a Cartagine, tornò a Tagaste, dove fondò insieme ad alcuni amici un cenobio, nel quale, vivendo in solitudine, si pregava e si studiavano le Sacre Scritture.
Recatosi ad Ippona e riconosciuto dai fedeli, il popolo richiese al vescovo della città, Valerio, di consacrarlo prete. Ordinazione che avvenne nel 391.
Nel 395 fu nominato vescovo coadiutore del vescovo Valerio. Nel 396, morto Valerio, Agostino fu consacrato vescovo di Ippona. Resse la cattedra di questa città dal 396 alla morte, avvenuta nel 430.




Un sistema pratonico-cristiano
Nella filosofia di Sant'Agostimo è dominante un costante riferimento alla dottrina platonica. Suo tema fondamentale è il richiamo all'interiorità.

Dio, verità assoluta
Chiunque dubiti dell'esistenza della verità, sarà comunque certo del suo dubbio, il quale è tale solamente in forza della sua verità. Ne deriva che la verità esiste. La verità non appartiene però al singolo uomo ed è universale, immutabile e valida per ognuno, risultando pertanto interiore all'uomo. Ma proprio per via della sua universalità, immutabilità e validità, questa deve essere al di sopra dell'uomo, per cui la verità, pur essendo interiore all'uomo, non può ridursi all'uomo ed alla sua ragione, ragione di cui questa sarà invece canone e legge. Tale legge, che è superiore all'uomo, è Dio, verità assoluta, presente nell'interiorità dell'uomo, ma a questo trascendente. Dio illumina la conoscenza umana tramite le idee che infonde nella sua intelligenza e l'uomo può pertanto ritrovare Dio nella propria coscienza.

Dio e l'uomo
Sant'Agostino considera una prova dell'esistenza di Dio la necessità di una verità assoluta. Dio è infatti verità eterna ed immutabile, essere al di sopra del quale non è pensabile nulla, bene infinito, ed in quanto infinito al di sopra delle categorie dell'umano pensiero e perciò incomprensibile ed indefinibile. Dio è trascendenza assoluta, spirito puro al di là del tempo e dello spazio. Dio è provvidenza ed amore. Nonostante la sua incomprensibilità, Dio è però "intuibile" dall'uomo per mezzo delle analogie con le cose del creato, le quali portano in sé notevoli impronte di Dio.

Il tempo e la creazione
Dio, immutabile ed eterno, ha creato il mondo per mezzo del Lògos o Figlio, contenente in sé le idee della ragione divina. Ma che faceva Dio prima di creare il mondo? Un tale interrogativo non ha, per Sant'Agostino un senso, poiché il tempo è stato creato da Dio col mondo, essendo l'azione divina al di fuori del tempo. Il tempo è la distensione della coscienza, che ricorda e che spera.

Il senso della storia
Analizzando la causa del progressivo crollo dell'impero di Roma, Sant'Agostino ritiene che questo sia dovuto alla corruzione della società pagana, che Dio ha voluto colpire. Questo atto di Dio non riguarda però i cristiani, in quanto essi appartengono alla civitas Dei (città di Dio), la quale ha uno scopo che va al di là della storia. La città di Dio è composta da tutti i cristiani, che vivono nella fratellanza e nell'amore di Dio e della beatitudine: "l'amore di Dio condotto fino al disprezzo di sé stesso generò la città celeste". La città terrena è invece dominata dal male ed è subordinata alla città di Dio, poiché necessaria ai fini della seconda. Oggi le due città appaiono mescolate, in quanto i cristiani, poiché uomini, partecipano ad entrambe, ma saranno nettamente distinte nel giorno del giudizio.
Il senso della storia risiede per Sant'Agostino nella progressiva costruzione della civitas Dei: la creazione non terminò con il suo atto iniziale, ma tutti gli avvenimenti della storia non sono che manifestazioni della provvidenza divina.

Il male e la salvezza
Dio, che è l'essere perfettamente buono, ha creato il mondo senza il male. Ne consegue che il male, il quale, al contrario da quanto sostenuto dai manichei, non ha nessuna realtà in sé e per sé, è dovuto esclusivamente alla volontà dell'uomo. Dio, infatti, ha fatto l'uomo libero e proprio per questo in grado di peccare, permettendo alle passioni d'avere il sopravvento sulla ragione. Il male quindi esiste, ma non è una realtà positiva, riducendosi ad un qualcosa di prettamente negativo, ad una privazione di bene, ad un non-essere, ad un volgersi della volontà dell'uomo "dal bene eterno ai beni temporali".
Il libero arbitrio dell'uomo si è indebolito a causa del peccato originale, in forza del quale questi è incapace di resistere al male e di redimersi con il solo ausilio delle proprie forze. Perché l'uomo possa liberarsi dal male è necessario allora l'intervento dell'iniziativa divina, attraverso la Grazia. Dio, nella sua infinita bontà, dona la Grazia all'uomo, il quale non ne avrebbe nessun diritto, ma la dona a chi vuole, risultando la salvezza riservata esclusivamente a coloro che a questa sono stati predestinati.
Grande fu l'insistenza di Sant'Agostino sulla necessità della Grazia, soprattutto in risposta alle dottrine di Pelagio (secolo V) e dei suoi discepoli, i quali sostenevano essere il peccato originale riferibile al solo Adamo, non essendo stato trasmesso ai suoi discendenti, i quali quindi possono guadagnare la salvezza senza la necessità di alcun intervento di Dio.

L'agostinismo
Le dottrine di Sant'Agostino ispirarono una corrente di pensiero teologico, filosofico e politico (agostinismo) che ebbe una profonda influenza lungo tutto il medioevo. Solo nel XIII secolo il primato dell'agostinismo fu incrinato dal confronto con l'aristotelismo. Le problematiche caratteristiche dell'agostinismo furono: l'ansia e l'amore per la verità; la conciliabilità tra fede e ragione; il primato della teologia sulla filosofia; la teoria dell'illuminazione divina; l'importanza della volontà; il senso profondo della storia; la necessità della Grazia ai fini della salvezza. Da un punto di vista prettamente politico, l'agostinismo sostenne un indirizzo teocratico, postulante la sottomissione del potere civile a quello spirituale, poiché l'unica sovranità valida è quella conferita da Dio.

[Scheda di Adriano Virgili]


Brani antologici

-- Contro Academicos
-- De beata vita
-- De ordine
-- Soliloqui
-- De immortalitate animae
-- Contro manichaeos
-- De libero arbitrio
-- De magistro
-- De vera religione
-- De duabus animabus contro manichaeos
-- Le Confessioni - E-book (leggi)
-- Contro i donatisti
-- De Trinitate
-- De Genesi ad litteram
-- Contro i donatisti
-- De civitate Dei - E-book (leggi, in traduzione italiana)
-- De natura et gratia contra Pelagium
-- De gestis Pelagii
-- De gratia Christi et de peccato originali
-- De anima et eius origine
-- De gratia et libero arbitrio
-- De praedestinatione
-- De dono perseverantiae
-- Retractationes


Giovanni Catapano, Agostino, Carocci, 2010

Horn Cristph, Sant'Agostino, Il Mulino, Bologna, 2005

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Romeo Guardino, La conversione di Sant'Agostino, Marcelliana, 2002

Luigi Manca, Il primato della volontà in Agostino e Massimo il Confessore, Armando, Roma, 2002

Agostino Trapè, Agostino. L'uomo, il pastore, il mistico, Città Nuova, Roma, 2001

Giovanna Cereso, La fantasia e l'illusione in S. Agostino, Il Nuovo Melangolo, 2001

Salvino Biolo, L'autocoscienza in S. Agostino, Pontificia Univ. Gregoriana, 2001

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Augustinus
Vita ed Opera Omnia di S. Agostino: testi consultabili in rete.

Agostino/Filosofico.net
Vita e pensiero di Agostino.

Agostino/Uniba
Pensiero e vita di Agostino, a cura dello SWIF.

Agostino/SOS.Philosophie
Pagina dedicata alla vita e al pensiero di Sant'Agostino.

Agostino/Cultura Nuova
Pagina dedicata alla vita e al pensiero di S. Agostino.

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